Dicembre 25, 2020
Da Infospazio 161
66 visualizzazioni


24.12.20

Come è noto il decreto-legge cosiddetto Salva Italia, il n. 34 del 19 maggio 2020 poi convertito nella legge n. 77 del 17 luglio, prevedeva all’art. 103 di attivare quella che viene comunemente  chiamata sanatoria.

Al comma 1 erano i datori di lavoro ad inoltrare la richiesta, mentre secondo il comma 2 erano gli stessi migranti a farlo.

Sui requisiti di accesso nel corso dell’estate molti sono stati i dubbi.

Una circolare del ministero dell’Interno, da molte associazioni e realtà giuridiche ritenuta illegittima, ha stabilito che un richiedente asilo non potesse accedere alla sanatoria mediante il comma 2, lasciandogli come unica alternativa la rinuncia alla sua richiesta di protezione internazionale. Al comma 1 invece, attivato dai datori di lavoro, la richiesta di asilo poteva procedere.

Malgrado questo, molti richiedenti asilo si sono decisi a presentare istanza di sanatoria secondo il comma 2.

A Verona, grazie ad una rete di associazioni, sportelli dei diritti, sindacati, patronati e avvocati, si è realizzato il più alto numero di richieste di questo tipo in Italia con oltre 700 pratiche, quasi il doppio della stessa Milano che figurava al secondo posto con circa 400.

Un risultato importante che permetterà ad un numero considerevole di migranti di avere finalmente un permesso di soggiorno per lavoro.

Una buona parte di queste 700 persone viveva nei Centri di Accoglienza gestiti dalla Prefettura di Verona per i richiedenti asilo e, non risultando più tali dopo la rinuncia, avrebbero dovuto uscire da quel sistema.

Ma come, e quando? Questione posta da mesi alla Prefettura.

Il buon lavoro fatto a Verona potrebbe diventare, a causa della cattiva gestione istituzionale, un elemento problematico.

Trovare casa per uno straniero a Verona è un’impresa difficilissima, ma questo, si sa, non rientra tra le problematiche all’attenzione della politica e delle istituzioni veronesi.

Nessuno nel mezzo di una pandemia, all’inizio dell’inverno, in una situazione sociale così dura, dovrebbe sognarsi di mettere fuori dai centri di accoglienza centinaia di persone.

Nessuno a parte la Prefettura di Verona, che già in novembre ha provveduto a revocare l’accoglienza da un giorno all’altro a sei ragazzi che fortunatamenta hanno trovato una soluzione grazie alle associazioni di volontariato. Per il Prefetto che coordina il tavolo dell’emergenza Covid quelle persone avrebbero dovuto tranquillamente vivere in strada.

Nei giorni scorsi sono piovute altre decine di queste revoche, rilasciate a caso, anche a persone che ancora non sanno se la loro istanza di sanatoria è stata recepita.

Questo comportamento da parte della Prefettura è di una gravità e di una miopia imperdonabili.

Anziché accompagnare con tranquillità questo passaggio fondamentale di uscita, che vedrà Verona essere provincia virtuosa, si opta per la cacciata. Un boomerang sociale e istituzionale sciocco che getta ombre sulla capacità gestionale della Prefettura.

E tutto questo si riverserà sui Comuni, in primis quello di Verona, che vedrà aumentare considerevolmente il numero dei senzatetto.

Il Comune di Verona in ogni modo, con delibera di Giunta n 391 del 17 novembre 2020, ha deciso di non accogliere nei dormitori persone con permesso di soggiorno per richiedenti asilo. La logica è quella di rimandare alla Prefettura la sua responsabilità, fingendo di non sapere come funziona il sistema di accoglienza ministeriale, che sistema agevolmente chi arriva dal mare ma ha enormi difficoltà e tempi di attesa non sempre certi per chi è arrivato per altra via, come quella balcanica, ha difficoltà ad accogliere  richiedenti di rientro da altri paesi europei, ad accogliere nuclei familiari.

Ancora, la Prefettura revoca spesso accoglienze a causa del mancato rispetto delle regole interne del centro. Purtroppo l’ospite cacciato non ha quasi mai la possibilità di far valere le proprie ragioni, così il procedimento è a senso unico. Con il cambio della dirigenza in quest’ultimo anno abbiamo assistito ad un apparente cambiamento in questo senso, e gli ospiti hanno formalmente la possibilità di far sentire le proprie ragioni, ma le loro motivazioni vengono accolte con una rigidità che invalida l’apertura.

Altri motivi per cui un richiedente asilo potrebbe aver bisogno di essere accolto nei dormitori sono l’assurdo principio di non riammissione nel sistema una volta usciti e revoche dovute a regole come il divieto di allontanamento anche fosse per motivi di lavoro.

Il Comune ha fatto finta di non sapere che esistono centinaia di persone revocate per motivi diversi dalla rinuncia alla richiesta di asilo. Ma quelle persone esistono, sono lì e hanno davanti un inverno fatto di freddo e di nessuna possibilità di proteggersi dal Coronavirus e dalle multe e gli sgomberi.

La nostra proposta è semplice e precisa:

nessuna revoca fino a fine emergenza covid ed emergenza freddo, e accoglienza per tutti nei dormitori.

O verremo a bussare alle vostre porte

Rifondazione Comunista Verona, Circolo Pink – Pink Refuges, Potere al Popolo Verona, Adl Cobas, Laboratorio Autogestito Verona, Associazione Equilibrio Precario, Cub Verona, Osservatorio Migranti Verona, Pianeta Milk Verona, Non Una di Meno Verona, Infospazio 161, Sportello Sociale per i Diritti Verona, Assemblea 17 dicembre, Verona in Comune, Sinistra in Comune, PCI Verona, FGCI Verona, Rude Firm 1921, Sinistra Italiana Verona

ALLEGATI (a cura del Centro di Documentazione G.Bertani)

Legge n°77 del 17 luglio 2020. – Conversione in legge, con modifiche, del decreto legge n°34 del 19 maggio 2020, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid 19

Decreto Legge n°34 del 19 maggio 2020. – Il cosidetto “Decreto Rilancio” verrà modificato e tradotto nella Legge n°77 del 17.7.20

 

Dettaglio Comma 1 e Comma 2 dell’articolo 103 contenuto nel Decreto legge n°34 del 19 maggio 2020

 

Circolare del Ministero dell’Interno in data 19.6.20 con disposizioni aggiuntive al D.l. n°34 in materia di emersione

 

Circolare del Ministero dell’Interno in data 7.7.20 con disposizioni aggiuntive al D.l. n°34 in materia di regolarizzazione

Lettera alla Prefettura per chiedere il blocco delle revoche all’accoglienza. In data 12.11.20 e firmata da Osservatorio Migranti e sindacato Cub

Delibera del Comune di Verona n°391 del 17.11.20 in materia di accoglienza invernale per l’anno 2020-2021 e contrasto alla marginalità




Fonte: Infospazio161.noblogs.org