Novembre 19, 2021
Da Il Manifesto
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In questo periodo a Milano si attende con impazienza il pittoresco mercatino con cui il 7 dicembre, da cinque secoli al grido «Oh bej! Oh bej!», si festeggia il patrono, cominciando a pregustare il clima delle imminenti festività natalizie. Tutta ambrosiana, benché da tempo globalizzata, anche la trepidazione per la concomitante apertura di stagione del Teatro alla Scala, evento culturale e mondanissimo consegnato definitivamente a quella data da Victor de Sabata esattamente sessant’anni fa con l’esecuzione de I vespri siciliani di Giuseppe Verdi, primo trionfo milanese di Maria Callas. Quest’anno il direttore musicale Riccardo Chailly ha stabilito che sia ancora Verdi, con Macbeth, il nume tutelare dell’evento, completando il percorso interpretativo dedicato alla «trilogia giovanile» del compositore dopo Giovanna d’Arco (2015) e Attila (2018). Nel 2020 la prima è stata virtualizzata con lo spettacolo A riveder le stelle, allo stesso tempo maestoso e carico del dolore della perdita di migliaia di vite e della distanza necessaria a contenere la diffusione del Covid19; ne curava la regia Davide Livermore, che torna per Macbeth con i fedeli Giò Forma alle scenografie, Gianluca Falaschi ai costumi e D-Wok ai video, firmando il quarto spettacolo inaugurale alla Scala. Questa volta lo spettacolo sarà «reale» e, se le condizioni non più propriamente rosee della pandemia lo permetteranno, la sala del Piermarini sarà piena, restituendo all’evento teatrale la fisicità e l’umoralità che ne costituiscono l’essenza.

È UN RITORNO attesissimo, nel ruolo impervio di Lady Macbeth, anche quello del soprano Anna Netrebko, tra le poche dive del mondo dell’opera attuale e tra le poche voci adeguate all’ingaggio, arrivando così al suo quinto 7 dicembre, a un passo dai sei di Maria Callas e Mirella Freni. Macbeth sarà interpretato dal baritono Luca Salsi, alla sua terza inaugurazione; Macduff avrà la voce di Francesco Meli, Banco quella di Ildar Abdrazakov, entrambi di casa alla Scala. Giunge al decimo anno il progetto Prima Diffusa, che con il sostegno di Edison crea una sorta di festival cittadino intorno all’inaugurazione della Stagione. D’altro canto Rai Cultura trasmetterà la prima in diretta televisiva in Italia e nel mondo, oltre che in diretta radiofonica. L’ormai tradizionale anteprima Under30 del 4 dicembre è andata esaurita in pochi minuti.




Fonte: Ilmanifesto.it