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I fatti si riferiscono alla visita del segretario leghista, di Lucia Borgonzoni e di altri esponenti del Carroccio al campo sinti di via Erbosa. Pena sospesa per dieci a condizione che corrispondano le cifre disposte alle parti civili.

07 Luglio 2021 – 19:31

Si è chiuso oggi il processo di primo grado a carico di 16 persone, ritenute dalla Procura attivisti di collettivi cittadini e accusati, a vario titolo, di violenza privata, danneggiamento aggravato e lesioni aggravate. I fatti si riferiscono alla visita di Matteo Salvini, Lucia Borgonzoni ed altri esponenti leghisti al campo sinti di via Erbosa, nel novembre 2014. Sono 11 le persone condannate (fino a un massimo di 18 mesi) e cinque le assoluzioni. Il reato di di lesioni, che riguarda quattro delle condanne, è contestato per la presunta aggressione a un cronista. Sono stati inoltre disposti risarcimenti da 10.000 a favore del segretario leghista, di Lucia Borgonzoni (all’epoca consigliera comunale leghista a Bologna e ora sottosegretario alla Cultura), e di Alan Fabbri (attuale sindaco di Ferrara e nel 2014 candidato del centrodestra alla presidenza della Regione).

Il risarcimento al cronista dovrà invece essere stabilito in sede civile, ma nel frattempo le quattro persone condannate dovranno pagare al cronista una provvisionale di 10.000 euro,  risarcire 10.000 euro sia alla società editrice sia (e in questo caso la condanna al risarcimento è immediatamente esecutiva) ad Aser, il sindacato regionale dei giornalisti, e infine pagare alle tre parti civili le spese processuali per complessivi 7000 euro.

Per 10 degli 11 condannati è stata decisa la sospensione della pena, a condizione che risarciscano i danni alle parti civili entro 30 giorni dal momento in cui la sentenza diventerà irrevocabile. La procura aveva chiesto la condanna di tutti e 16 gli attivisti a un anno e quattro mesi per il reato di danneggiamento, un anno e nove mesi per la violenza privata e due anni per le lesioni.




Fonte: Zic.it