Novembre 20, 2022
Da Umanita Nova
267 visualizzazioni

Sabato 5 novembre si è tenuto a Modena un corteo ambientalista dal titolo “Contro la Tumor Valley basta asfalto e cemento”. Il corteo è stato organizzato dallo Spazio Sociale Libera e dalla sezione modenese dell’Unione Sindacale Italiana. La decisione di manifestare è stata presa lo stesso giorno in cui il consiglio comunale di Modena ha approvato il raddoppio dell’autodromo con il voto a favore del PD, di Fratelli D’Itaglia (…) e della Lega, le 3 destre italiane. La storia dello Spazio Sociale Libera nasce dove adesso insiste l’autodromo e dopo 5 anni di lotte, di comizi e cortei. Lo Spazio fu sgomberato l’8 agosto 2008 per far posto appunto all’autodromo. Fu una lotta per noi gigantesca con cortei di 3.000 partecipanti e metà della città che si schierò dalla nostra parte. Noi non stavamo solo difendendo le 4 mura ed il concetto di autogestione, ma ci stavamo opponendo ad un modello di sviluppo basato sull’automobile che assomiglia tanto ad un regresso. In quegli anni fummo chiari: ce ne saremmo andati solo se il progetto avesse previsto un bosco. Il corteo del 5 novembre contro il raddoppio dell’autodromo si è rivolto anche contro le altre devastazioni ambientali perpetrate sul territorio modenese ed ha visto la partecipazione di oltre 200 persone legate ai comitati cittadini e delle associazioni ambientaliste che si sono riconosciute nello spazio che abbiamo aperto in città. Il corteo, organizzato dagli anarchici, ha avuto un riconoscimento da parte di tanti cittadini e gruppi. E qui ci teniamo a ringraziare la quindicina di compagni di Milano, Fano, Bologna Reggio Emilia e Parma che hanno contribuito ad elevare il livello della militanza del corteo. Una nota negativa della giornata è stata lo scarso coinvolgimento dei giovani e giovanissimi, questione di cui ci dovremmo prioritariamente occupare in futuro. Il corteo è stato molto comunicativo e colorato, con molti interventi da parte dei vari comitati e la lettura di poesie ad ogni tappa, grazie a Giovanni Canzoneri e Mario Rossi; in più c’è stato l’ottimo concerto live su un furgone dei suonatori dell’Orchestra Rosichino di Bologna che con il loro spaghetti-samba hanno creato un clima benevolo nella popolazione ai lati del corteo. Le prossime mosse saranno una Critical Mass cittadina e degli interventi nei quartieri per cercare di invertire la rotta sulla qualità dell’aria, dell’acqua ed del consumo di suolo. Solo 2 giorni prima del corteo, la Gazzetta di Modena aveva pubblicato un articolo, nel quale si diceva che Modena ha l’aria peggiore di tutta la regione e che va ad insistere in una pianura dove l’inquinamento già non scherza. Inoltre sotto l’autodromo ci sono le falde acquifere della città di Modena, ed è quindi una zona di ricarica di falda, tant’è vero che l’autodromo di Modena è sprovvisto di distributore di benzina, non autorizzabile in quel luogo. L’impatto sulla città del corteo è stato estremamente positivo e lascia ben sperare. Libera vive e la lotta insiste.

Colby dell’USI-CIT Modena




Fonte: Umanitanova.org