Marzo 15, 2022
Da Il Manifesto
222 visualizzazioni

Curva chiusa per un turno. La punizione è arrivata per una fetta della tifoseria del Verona per i cori di discriminazione territoriale verso i sostenitori del Napoli nell’ultimo turno di campionato. L’attenuante della collaborazione della società veronese per prevenire atti di intolleranza, compresa la collaborazione con le forze dell’ordine, hanno impedito un inasprimento della pena per le offese razziste della curva Sud verso i calciatori neri del Napoli, Koulibaly e Osimhen. È avvenuto di nuovo insomma. Come altre, troppe volte negli stadi italiani. Più volte anche sulle tribune della società veneta. Secondo il giudice sportivo, non c’erano i margini per evitare la sanzione a carico della curva del Bentegodi, occupato in circa quattromila unità nella partita contro i campani. Cori, ululati percepiti in tutto l’impianto, cristallini all’ascolto anche attraverso la tv. Altra fotografia della pochezza intellettuale e dell’intolleranza di una parte del tifo italiano. Se proprio si vuole usare la parola tifo.

KOULIBALY, difensore senegalese del Napoli, ha reagito agli ululati portando la mano all’orecchio, indicando plasticamente ai razzisti sulle tribune di non sentire le loro offese. Il difensore del Napoli è purtroppo abituato all’intolleranza negli stadi italiani: a ottobre un tifoso della Fiorentina ha ricevuto un Daspo per avergli dato della «scimmia» dalla curva Fiesole. Qualche giorno dopo, rispondendo alla domanda di un giornalista de La Repubblica, Koulibaly spiegava di essere pronto a incontrare il tifoso razzista per chiedergli le motivazioni del suo gesto. Tre anni fa a San Siro Koulibaly arrivò a piangere per la rabbia (e anche a essere espulso per proteste) per lo scherno continuo di un segmento della tifoseria dell’Inter.
La vicenda dei cori e degli ululati di una frangia del tifo veronese verso i calciatori neri del Napoli ovviamente è passata in secondo piano. Quel banner esposto fuori allo stadio prima della partita con le coordinate geografiche indicate a Russia e Ucraina per il bombardamento di Napoli si è preso i titoli di siti, quotidiani in Europa, nel mondo. Peggiorando, se possibile, la considerazione all’estero – dove pure non scarseggiano i casi di intolleranza – delle tifoserie italiane.

NON CI SONO ancora code ufficiali sullo striscione a opera della curva Sud del Verona (quella oggetto della squalifica della Procura federale della Figc), così stigmatizzato anche dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, da alcuni – non tutti – leader politici e dallo stesso Verona, in un post sul profilo Twitter. Su questa vicenda è aperto un fascicolo alla Procura di Verona. Nel caso fossero identificati i responsabili, l’avvocato napoletano Angelo Pisani, presidente di Noi Consumatori, ha fatto sapere che si costituirà parte civile nell’eventuale processo, con risarcimento danni devoluto all’emergenza Ucraina.




Fonte: Ilmanifesto.it