Marzo 11, 2022
Da Il Manifesto
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Dieci turni al termine, inizia un mini-torneo con l’imperativo categorico di non sbagliare più. La Serie A – che da ieri ha un nuovo presidente di Lega, Lorenzo Casini – guarda agli ultimi due mesi di stagione senza ancora alcun verdetto delineato, anzi: la corsa per lo scudetto è ancora aperta a varie soluzioni, così i piazzamenti per le coppe europee, mentre per la salvezza il destino di Salernitana e Genoa appare scritto e c’è un gruppetto che gioca per evitare il terz’ultimo posto che vale la B. È il campionato – si legge e si dice in giro – più livellato degli ultimi anni. In verità l’equilibrio c’è ma è verso il basso, con Inter e Juventus indebolite rispetto alla scorsa stagione, Milan sullo stesso livello, Napoli un filo più avanti e Atalanta messa per ora in seconda fila tra infortuni e il peso delle coppe europee. Tutte perdono punti, incappano in pareggi con chi lotta per non retrocedere. Nessuno mostra un motore assai più potente delle altre. Dovrebbe farlo per caratura e mezzi l’Inter, campione d’Italia e vincitrice ad Anfield in settimana anche se eliminata dalla Champions League.

DOPO AVER TENUTO testa al Liverpool e incassato i complimenti di Jurgen Klopp, per Inzaghi c’è la complessa trasferta (posticipo domenicale) a Torino e il Toro – che arriva da un mese deludente – per caratteristiche è uno di quegli ostacoli che tolgono punti e certezze alle gambe affaticate. E se il Milan dopo il successo meritato a Napoli (ma con un solare rigore negato ai campani) cerca il bis con l’Empoli con il ricordo dei recenti pareggi con Salernitana e Udinese, pure il Napoli va domani a Verona per riallacciare i fili, ritrovare un po’ di forza offensiva. Ovvero, il punto debole degli ultimi mesi azzurri e non solo per le assenze (Osimhen, Lozano, Politano). A Spalletti servirebbe una striscia di vittorie in fila per tenersi la Champions e rialimentare sogni di gloria, un cammino finale come quello della scorsa stagione, 24 punti in dieci turni, compreso quell’ultimo sciagurato pari casalingo con il Verona che è costato il pass per la Champions League.

POI C’E’ LA JUVENTUS, assai criticata, che continua a giocare davvero male, a sfruttare al minimo il potenziale, compreso la furia Vlahovic, che capitalizza spesso quel poco che gli arriva davanti alla porta. I bianconeri però vincono, di misura, ma vincono. Oggi (ore 18) Allegri si gioca – a Marassi con la Samp – le carte bianconere per inserirsi nella lotta scudetto. Un gioco a quattro che solo al momento esclude l’Atalanta, che ha ritrovato Muriel (doppietta al Leverkusen in Europa League), una buona condizione fisica ed è capace di infilare un filotto di vittorie. Anche il campionato ovviamente è condizionato da quanto avviene in Ucraina. Nello scorso turno ci sono state diverse iniziative, dalla Roma al Napoli, lo Spezia, tra aste per i rifugiati, collaborazioni con associazioni umanitarie. La Figc nei giorni scorsi ha anche acconsentito al tesseramento – nelle società dilettantistiche – dei giovani ucraini in fuga dal conflitto sino alla fine della stagione agonistica.




Fonte: Ilmanifesto.it