Ottobre 26, 2021
Da Infoaut
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“Non nel mio nome”, domenica 24 ottobre a Cortina si è svolta la marcia di comitati, associazioni ambientaliste e singoli cittadini amanti della montagna per denunciare un assalto verso il patrimonio naturalistico rappresentato dalle Dolomiti, “vittime di un irresponsabile e spietato attacco che si nasconde dietro la giustificazione dei prossimi giochi olimpici invernali del 2026”, come scrivono in una nota gli organizzatori Mountain Wilderness Italia, Wwf Terre del Piave Belluno Treviso, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Italia Nostra Belluno, Gruppo Promotore Parco del Cadore, Comitato Peraltrestrade Dolomiti, Insilva.

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Le Olimpiadi si stanno trasformando in modo sempre più eclatante in un’occasione per promuovere progetti fortemente invasivi e speculativi, con la realizzazione di quasi 1.300 chilometri di piste e circa 500 impianti di risalita tra vette e valli che sono sito dell’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Si tratta di un modello di sviluppo economico e del turismo obsoleto, impattante e irrispettoso della realtà sociale, culturale, ambientale e paesaggistica, trasformando un gioiello come le Dolomiti in un immenso parco dei divertimenti fatto di cemento e funivie.

Ne parliamo con due partecipanti alla manifestazione: Pietro Lacasella curatore del blog e della pagina FB Alto-Rilievo/voci di montagna e Zeno compagno padovano amante della montagna Ascolta o scarica

Da Radio Onda d’Urto

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Fonte: Infoaut.org