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Sgb, dopo l’incontro con il Comune sulla riapertura delle strutture, sottolinea la necessità di puntare su screening periodico del personale, ripristino del medico scolastico, abolizione di classi e sezioni pollaio, disponibilità di ampi spazi interni ed esterni, personale in compresenza in tutte le fasce orarie e stop al “tour” del personale supplente.

01 Settembre 2021 – 12:18

La sicurezza di nidi e scuole di fronte alla pandemia di Covid “può essere garantita solo attraverso uno screening periodico del personale, meglio ancora il ripristino del medico scolastico. Devono essere abolite le classi e le sezioni pollaio, devono essere garantiti ampi spazi interni ed esterni, deve essere garantito il personale in compresenza in tutte le fasce orarie e deve essere evitato il tour di personale supplente in carico a diversi nidi e scuole; pena avere ancora contagi e relative chiusure di sezioni e scuole intere come negli ultimi due anni”. Lo scrive l’Sgb in un comunicato diramato dopo l’incontro con il Comune per l’apertura dell’anno educativo e scolastico che si è svolto ieri. “Si conferma- riferisce il sindacato- il potenziamento degli appalti alla scuola dell’infanzia sia per le pulizie che per il personale educatore delle cooperative che avrà un orario più flessibile in base alle esigenze organizzative di ogni singola scuola. Alle insegnanti ee.ll. verranno proposti i modelli orari differenti a seconda delle esigenze organizzative. Sgb rimane ancorata alla propria proposta di riduzione dell’orario a 25 ore settimanali I collaboratori torneranno al vecchio orario 7,30 alle 17,30 con ripristino dell’indennità di turno. Un risultato positivo di una battaglia portata avanti da Sgb. Ai nidi viene confermato sia l’educatrice part-time di chiusura per ogni sezione che il collaboratore part-time per alcuni nidi più piccoli. Cosa che secondo noi andrebbe estesa a tutti i nidi al fine di ridurre i carichi di lavoro”.

Sgb spiega anche che “non sarà più necessario rilevare la temperatura in ingresso per genitori e bambini. Per quando riguarda il green pass la dirigenza dei servizi educativi e scolastici si è attenuta alle disposizioni governative che sono caotiche e lacunose. L’amministrazione non ha tenuto conto dei casi particolari che non rientrano nelle tipologie del decreto ministeriale che riguardano colleghi che, non per propria volontà, non sono ancora in regola. A conclusione della riunione i dirigenti hanno ribadito la loro contrarietà ad ogni possibile deroga, anche parziale e di buonsenso, al dettato ministeriale, dimostrando così uno spirito ottusamente burocratico a scapito della reale messa in sicurezza sanitaria dei lavoratori e di chi frequenta nidi e scuole. Hanno ad esempio rifiutato di pagare i tamponi a chi non possiede il green pass e di metterli a disposizione per un monitoraggio per tutti, a prescindere dal green pass. Questa rigida ottusità che fra l’altro non tiene conto nemmeno di tutte le circolari ministeriali sulle quali pur citandole come il vangelo non sono state lette e/o capite dalla direttrice del settore istruzione e dal direttore generale che hanno gestito l’incontro, rischia di creare pesanti disservizi nella fase di controllo degli accessi ed è viziata dal punto di vista normativo al punto da rischiare di rendere nulla ogni possibile sospensione. Ricordiamo che il green pass si applica da domani 1 settembre e che dopo cinque giorni di assenza scatta la sospensione dal posto di lavoro. Il green pass, a detta anche di chi l’ha inventato, non è uno strumento di natura sanitaria e per Sgb non può nemmeno essere utilizzato come paravento per nascondere l’ incapacità politica e di gestione dei nidi e scuole”.




Fonte: Zic.it