Ottobre 3, 2022
Da Notav
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Queste due fotografie, scattate a distanza di pochi mesi, ci raccontano molto bene il progredire delle operazioni di stoccaggio di terre di scavo. Ci troviamo nella cava Eslo Silos, contigua al fortino di San Didero, dove dai progetti si vorrebbe ricollocare l’autoporto di Susa.

Ad inizio giugno l’ammasso di materiali nell’area indicata era di modeste proporzioni. Il 22 settembre il cumulo si è notevolmente ingrandito. Stiamo parlando di quantità che si aggirano attorno ai 10.000-15.000 metri cubi (da stime molto sommarie e difficili data la distanza delle immagini). Questo significa che almeno un migliaio di camion ha viaggiato sulla rete stradale locale da Salbertrand a San Didero. Di tutto questo abbiamo informazioni solo grazie al monitoraggio e ai blocchi che in questi mesi il Movimento #notav ha posto lungo la rotta di questo materiale.

Sappiamo che per la costruzione del futuro autoporto sarà necessaria una quantità di circa 120.000 metri cubi di materiale proveniente dall’esterno delle aree di cantiere.

Inoltre, sappiamo che ARPA aveva concesso ad Itinera (gruppo Gavio) l’utilizzo dei materiali di Salbertrand come sottoprodotti per una quantità di circa 30.000 metri cubi.

Quello che sta succedendo ve lo diciamo noi senza tanti giri di parole e senza aspettare risposte che arriveranno a giochi e danni fatti.

A Salbertrand c’è urgenza di liberare aree per favorire nuovi trasporti dal cunicolo di Chiomonte. Far “bella figura” e far vedere che si è pulita la discarica di amianto e terre di scavo.

A San Didero c’è una bella piana libera a fianco del fortino e ci si porta avanti con le lavorazioni.

In media valle avremo così nuovamente un bel po’ di camion che girano avanti e indietro e ci respireremo le polveri delle terre di scavo che dall’alta valle vengono spostate in bassa valle.

Inquinamento, trasporti e costi non sono un problema visto che le conseguenze le subiscono gli abitanti del territorio.




Fonte: Notav.info