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Il comitato Libro Verde: “Gli oltre 2.000 morti nella sola Emilia-Romagna non devono essere dimenticati”. L’associazione lancia un “appello a continuare, avere capacità e lungimiranza di andare oltre per guardare ad un futuro ben diverso, in cui le istanze dei pazienti, dei familiari e lavoratori possono e devono convergere”.

10 Gennaio 2022 – 12:23

Il comitato Libro verde, associazione di familiari e operatori delle Cra e Rsa e delle strutture per disabili e malati psichici della regione Emilia-Romagna, torna a prendere parola sulla situazione delle “residenze per anziani e disabili nel 2022”, a poco meno di due anni dall’inizio della diffusione del coronavirus in Italia. Per il comitato “il silenzio è il peggior nemico. L’unico strumento a nostra disposizione è continuare a parlare, informare, confrontarsi, per cercare di apportare dei cambiamenti all’interno delle residenze per anziani e disabili, riportando al centro il diritto alla cura e alla salute. La sensazione di normalità e il conseguente silenzio sull’argomento, dopo i moti di dolore e sdegno collettivi nel 2020, rappresentano il peggior nemico. Un nemico (il silenzio) il quale bisogna affrontarlo con gli strumenti a nostra disposizione, facendo rete con diverse realtà, avendo un ruolo all’interno della società, per non essere passivi e rassegnati, nonostante le grandi difficoltà quotidiane. Al giorno d’oggi paghiamo lo scotto di tagli e privatizzazioni del servizio sanitario e del welfare sociale, nodo nevralgico e causa di quanto vissuto che, purtroppo continuiamo a vivere. Al contempo questo non deve essere motivo di rassegnazione, bensì stimolo per continuare nella strada intrapresa, affinché i sacrifici fatti non siano inutili e privi di significato. Gli oltre 2000 morti nelle Cra/Rsa nella sola Emilia Romagna, non devono essere dimenticati i quali rivendicano giustizia, affinché quanto passato non si ripeta tutelando chi ci sarà in futuro. Proprio per questo è di primaria importanza continuare nella strada intrapresa, la quale ci ha portato a confrontarci ed instaurare collaborazioni con associazioni e comitati di tutta Italia, con amministratori locali, con dirigenze di aziende pubbliche che gestiscono Cra/Rsa in Emilia-Romagna. Certamente non è la panacea di tutti i mali, ma da qualche parte bisogna pur iniziare, continuando nel percorso intrapreso, anche raccontando di esperienze e servizi che, nonostante le grandi difficoltà cercano di offrire un servizio degno, al cui centro ci siano le persone fragili e il benessere dei lavoratori”.

Continua Libro Verde: “Portare il contributo di chi nel quotidiano vive le realtà delle residenze protette, è fondamentale per costruire l’alternativa ad un sistema esclusivamente basato sul profitto. Per questo il nostro appello a continuare, avere capacità e lungimiranza di andare oltre per guardare ad un futuro ben diverso, in cui le istanze dei pazienti, dei familiari e lavoratori possano e devono convergere, divenendo interlocutori sempre più consolidati nei confronti delle istituzioni. La critica e il lamentarsi fine a stesso non potrà mai portare benefici, è fondamentale essere costruttivi e propositivi, avendo la capacità di comprendere da dove nascono i problemi per quanto riguarda i servizi di assistenza ad anziani e disabili e non solo. Le Cra/Rsa hanno pagato un prezzo altissimo sotto ogni punto di vista, questo non deve essere dimenticato. Scotto dovuto a scelte passate del tutto sbagliate, con l’auspicio che possano servire d’insegnamento. Il 2022 è appena iniziato non privo d’ incognite, specialmente visto la recrudescenza della pandemia spronandoci a non mollare per non dimenticare, il nostro appello è rivolto a tutti coloro con i quali fino ad oggi abbiamo collaborato, organizzando iniziative, dibattiti, avanzando proposte, per costruire insieme qualcosa di diverso, in cui è necessario il contributo di tutti”.




Fonte: Zic.it