Novembre 17, 2021
Da Il Manifesto
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La casa di produzione cinematografica Miramax ha fatto causa a Quentin Tarantino. Prendendo parte ad un evento sulla crypto-arte a New York il regista aveva dichiarato di voler mettere all’asta, tramite la tecnologia Nft, alcune pagine della sceneggiatura originale di Pulp Fiction nelle quali verrebbero svelati dettagli sconosciuti sul film. Un annuncio che non è stato gradito dalla Miramax, detentrice dei diritti della celebre pellicola del ’94, che ha ricorso alle vie legali dopo aver inutilmente invitato Tarantino a desistere dalla vendita.

IL REGISTA ha dichiarato di essere stato introdotto al mondo Nft da Eli Roth, e ha aggiunto: «Non c’è nessuna somma di denaro al mondo che mi farebbe rinunciare alla mia sceneggiatura originale, ma in questo modo diventa una possibilità eccitante». Tarantino è l’ultimo di una lunga serie di artisti ad essersi fatto contagiare dal fenomeno Nft nell’ultimo anno. Riassumendone brevemente la natura, si tratta della tecnologia blockchain – quella delle criptovalute come i Bitcoin – applicata alle opere digitali. Con una differenza sostanziale però, perché se le criptovalute vengono utilizzate nelle transazioni finanziarie e sono intercambiabili, gli Nft sono invece «Non Fungible Tokens», ovvero entità digitali uniche. In sostanza si tratta di mettere in vendita dei file contenenti delle opere – canzoni, immagini, film, le foto del copione di Pulp fiction – con un sistema di certificazione criptato che garantisce l’unicità del pezzo e la proprietà dell’acquirente. Tra i registi ad aver abbracciato la novità, David Lynch ha dato vita ad una collaborazione con la band newyorchese Interpol per una serie in 7 parti venduta appunto come Nft, il primo episodio rilasciato è un cortometraggio intitolato To Touch A Red Button Man. Lo scorso settembre Wong Kar Wai aveva invece messo all’asta footage inedito dal film In the Mood for Love.

IL FENOMENO non ha risparmiato nemmeno il mondo della musica indipendente, la band punk californiana Nofx ha venduto digitalmente alcune demo di vecchi album. Intanto, dietro alla mostra-conferenza Nft.Nyc a cui ha partecipato Tarantino c’è un misterioso collezionista di crypto-arte che si fa chiamare Cozomo de’ Medici in onore del mecenate fiorentino, molti ritengono si tratti del rapper Snoop Dogg. L’appuntamento ha sconfinato nello spazio pubblico, occupando i cartelloni pubblicitari di Times Square con opere digitali.




Fonte: Ilmanifesto.it