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La posizione del collettivo dopo quanto avvenuto al corteo “It’s time to fight”. Interviene anche LuNA: “Folle gestione del corteo da parte delle forze dell’ordine, con agenti che si lanciavano contro chi manifestava, spintonando e cercando di trarre a sé”.

09 Dicembre 2022 – 16:50

Mercoledì sera c’è stata “una ignobile gestione dell’ordine pubblico da parte della Questura”. Lo scrive il Collettivo Universitario Autonomo dopo il corteo “It’s time to fight”, che ha visto numerosi momenti di attrito tra manifestanti e forze di polizia.

Prosegue il Cua: “Crediamo che questo gravissimo evento vada inscritto in un clima politico più generalizzato. Un autunno duro è quello che ha visto protagonista l’insediamento del Governo Meloni: mesi di corsa alle armi, mesi di progressiva erosione dei diritti sociali, mesi di attacchi al reddito di cittadinanza e a qualsiasi forma di welfare, mesi in cui è stata proposta l’umiliazione come metodo educativo, mesi in cui è stata chiamato carico residuale chi è morto in mare a pochi passi dalle nostre coste. In un clima di attacco alle nostre vita, in tantə siamo scesə in piazza per gridare un no deciso a guerra, miseria, soprusi e per rivendicare il nostro diritto universale ad una vita bella. Un corteo multiforme, artistico, ha preteso di girare libero per le strade della sua città, facendo sentire alta la propria voce”.

“A quanto pare – si legge poi – un comportamento giudicato intollerabile dalla questura locale che, presentatasi con un plotone di agenti in borghese ed alcuni blidanti, ha provato più volte a chiudere la strada, senza alcun raziocinio, a chi stava protestando. Il culmine di questo scempio è iniziato in via San Vitale quando decine di agenti hanno iniziato a lanciarsi fisicamente contro il corteo, provando a placcare randomicamente manifestanti nella folla e a sequestrare l’amplificazione. Da quell’istante in poi l’insensatezza non è più finita, in vari incroci la manifestazione è stata fisicamente aggredita dalle forze di polizia tramite spinte, pugni, calci, strattonamenti, placcaggi, il tutto condito da sputi, insulti e minacce, dando l’idea di aver di fronte una foga testosteronica da rissa da bar, totalmente disinteressata al corteo stesso ma infoiata dalla violenza. La generosità di tuttə ha comuqnue permesso che nessunə rimanesse indietro, che nessunə fosse fermatə, e soprattutto che il corteo riuscisse a superare le varie muraglie di brutalità arrivando in via Mascarella per salutare la lapide di Francesco Lorusso, desiderio espresso ore prima tramite slogan e cori dal megafono. Mentre il resto della folla compatta è andata a occupare via Zamboni 36 per discutere in assemblea quanto accaduto, sedici manifestanti e un giornalista freelance sono statə portatə in ospedale a causa di danni subiti durante strattonamenti della polizia. A ora parliamo di danni come lesioni, contusioni con evidenti ecchimosi, lombagie post traumatiche (in molti casi acute e con disturbi alla respirazione), contratture muscolari al collo (per cui in molti casi sta risultando necessario l’utilizzo prolungato di un collare ortopedico), cervicalgie (in molti casi acute con riduzione della possibilità di movimento), sospetti di lussazione alle spalle e ginocchia (da verificare l’intensità nelle prossime ore tramite approfindimenti specifici con radio ed ecografie). Decine e decine di giorni di prognosi (da quantificare precisamente dopo gli ultimi accetramenti necessari), decine e decine di manifestanti aggreditə, senza nessun tipo di motivazione plausibile”.

“Ecco il volto scellerato delle questure targate Meloni – scrivono in conclusione le studentesse e gli studenti –  ecco il volto di un governo pronto ad umiliare, affamare e aggredire fisicamente. Me se credono di trovarci succubi, si sbagliano di grosso! Compattamente abbiamo resistito conquistando ogni pezzo di città ci andasse di attraversare, senza accettare limiti e intimidazioni. Questa sarà fin da subito la nostra risposta quotidiana: lotta, istanza sociale, sciopero, solidarietà, determinazione, cortei, presidi, autoriduzioni”.

Interviene anche LuNA: “Abbiamo manifestato per le vie del centro esprimendo il nostro dissenso nei confronti di un governo che a un mese e mezzo dal proprio insediamento ha già reso chiara la sua matrice conservatrice e regressiva sui diritti. Un corteo giovane e dinamico che la questura non voleva far continuare. Gli agenti della Digos, durante la manifestazione, hanno aggredito a più riprese con calci, pugni, sputi e spintoni verso di noi. È evidente come la gestione del corteo da parte delle forze dell’ordine fosse folle, con agenti che si lanciavano contro chi manifestava, spintonando e cercando di trarre a sé. Una gestione con un numero spropositato di agenti, i quali altro non facevano che alzare la tensione. Il corteo si è poi concluso con qualche contuso, come riportano anche i giornali. Condanniamo quindi la gestione dell’ordine pubblico, che sembra in continuità con quanto avvenuto alla Sapienza, agli sgomberi avvenuti a Bologna e a Padova, così come altre manifestazioni in Italia negli ultimi giorni”.




Fonte: Zic.it