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L’obiettivo è “consegnare farmaci destinati all’ospedale di Dnipro all’associazione Volunteers of Transcarpathia che provvederà all’ultima tratta del viaggio e a Gender Stream i prodotti destinati alle donne e persone della comunità LGBTQ+ accolte nei centri per rifugiat* gestiti da loro o della loro rete”, spiegano Associazione Orlando e Mit.

17 Gennaio 2023 – 18:40

È partita da Bologna la seconda missione della Carovana di genere per l’Ucraina, costruita “per portare beni di prima necessità legati alla salute sessuale e riproduttiva” nei territori interessati dalla guerra. Un’iniziativa lanciata in occasione dell’assemblea cittadina “Donne per la pace in Ucraina” riunitasi il 13 aprile 2022 presso il Centro di documentazione delle donne, spiegano l’Associazione Orlando e il Mit – Movimento d’identità Trans. “A settembre abbiamo portato in Ucraina farmaci e prodotti non farmacologici” e alla partenza della seconda missione, due giorni fa, la raccolta fondi aveva raggiunto “3.700 euro grazie al contributo di singole e alla generosa donazione della ditta Allitude (di Trento). L’acquisto di una parte dei farmaci è stato possibile grazie al supporto dell’Asl Modena che ha consentito l’acquisto in magazzino al 50% del prezzo di vendita, in base alla legge regionale n.4 dell’8 aprile 2022. Una parte consistente dei farmaci e prodotti parafarmacologici è stata raccolta attraverso le donazioni delle organizzazioni bresciane Spedali Civili Brescia, Poliambulanza Brescia, Farmacie Federfarma e della Farmacia Due Madonne di Bologna. I capi di vestiario, le coperte e le attrezzature contro il freddo e le interruzioni di corrente elettrica sono stati acquistati, o donati da singol*, dalle associazioni Auser e Re-Use with Love di Bologna e dalla Coop di Bologna. L’associazione Pmg di Bologna ha messo a disposizione gratuitamente il pullmino per il trasporto”.

La rete costruita nel progettare e realizzare la prima carovana, continuano Orlando e Mit, “è tuttora attiva e comprende: Gender stream (Uzhhorod), Feminist Workshop (Kiev), Clinical Hospital of Emergency Medical Care (Dnipro), Volunteers of Transcarpathia (Uzhhorod). La situazione che ci descrivono è drammatica e distruttiva sul piano esistenziale, delle relazioni e anche fisico. Abbiamo ricevuto richieste di farmaci che consentano di mantenere attivi i reparti di maternità della città di Dnipro, prodotti per sostenere le donne che arrivano dalle aree di combattimento e occupate, donne spesso vittime di stupri di guerra e atti di violenza domestica che la guerra ha incrementato: test di gravidanza, pillole anticoncezionali e pillole del giorno dopo. La necessità di ormoni per le persone trans e l’urgenza di tutto ciò che può aiutare le donne e le persone trans accolte nei rifugi ad affrontare un inverno segnato dalle costanti interruzioni dell’elettricità e dal freddo”. La carovana è partita dunque da Bologna “per consegnare i farmaci, destinati all’ospedale di Dnipro, all’associazione Volunteers of Transcarpathia che provvederà all’ultima tratta del viaggio e a Gender Stream i prodotti destinati alle donne e persone della comunità LGBTQ+ accolte nei centri per rifugiat* gestiti da loro o della loro rete. Questi passaggi sono un esempio delle reti di solidarietà che le donne ucraine hanno creato e dell’enorme lavoro di cura di una società messa a dura prova dalla guerra che esse stanno svolgendo, come abbiamo visto e come mettono in rilievo i rapporti trimestrali di Unifem. Uno straordinario lavoro di cura che l’informazione centrata sugli eventi bellici troppo spesso trascura”.




Fonte: Zic.it