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Cua, Split, Unibo contro la guerra e Laboratorio Cybilla in corteo nelle strade del centro città per “dar voce alla nostra rabbia contro il riarmo, contro l’aumento della spesa bellica, contro il dl Ucraina appena approvato”.

05 Aprile 2022 – 22:30

“Andiamo tuttə insieme a pretendere il microfono di piazza Maggiore per dar voce alla nostra rabbia contro il riarmo, contro l’aumento della spesa bellica, contro il dl Ucraina appena approvato, contro gli sproloqui di una ‘pace’ irrimediabilmente guerrafondaia”. Questo l’obiettivo della manifestazione “Strike the war” partita nella serata di oggi da piazza Verdi su iniziativa di Cua, Split, Unibo contro la guerra e Laboratorio Cybilla in contemporanea con il concerto “Tocca a noi – Musica per la pace” promosso in piazza Maggiore da Comune e Regione per raccogliere fondi a favore di Save the children che sta operando per la distribuzione di aiuti a bambine/i e famiglie colpite dal conflitto in Ucraina. “Dallo scoppio di questa guerra- continua il comunicato- il dibattito pubblico si subito saturato con falsi proclami di pace, di libertà, di solidarietà, in contemporanea ad un’agghiacciante corsa agli armamenti. In un contesto del genere prosegue l’eloquente silenzio dell’università di Bologna, che pur ostinandosi a proiettare bandiere della pace su piazza Scaravilli, non accenna minimamente a cessare i propri accordi con aziende della morte come Leonardo. Con la stessa sdegnosa retorica interventista sembrerebbe voler essere caratterizzato il palco del 5 aprile in piazza Maggiore, e in questo senso ripetiamo ancora più forte: la pace propinata oggi dai governi è essa stessa guerrafondaia e interventista, è essa stessa divoratrice di popoli, è essa stessa distruttrice di territori”.

Proseguano i collettivi: “L’unica parte che prendiamo all’interno di questo contesto bellico è quella di chi resiste, di chi diserta, di chi sabota che sia in Ucraina, in Russia o in qualsiasi altro luogo. Creiamo in quella giornata una nostra voce determinata che sappia spezzare le asfissianti retoriche media, che sappia emergere e criticare la strumentale narrazione di una “pace” da conquistare armando eserciti”.

Questo un aggiornamento diffuso dal Cua durante la serata: “La Digos tenta di bloccare il corteo a pochi metri da piazza Maggiore. A quanto pare fa paura una presa di posizione decisa contro la corsa agli armamenti, contro l’aumento della spesa bellica, contro questa equazione malsana di ‘pace=eserciti’. Ci continuiamo a muovere selvaggiə intorno al palco, praticando un assedio sonoro, mettendo in crisi il dispositivo poliziesco schierato per le mostre strade”. E a seguire, sempre dal Cua: “Un corteo selvaggio si è mosso tra le strade della città, cercando di portare rottura nella narrazione istituzionale che in piazza Maggiore si stava esibendo in uno spettacolo che allude alla pace, ma che nella realtà autorizza l’esportazione di armi, riproducendo ulteriormente la guerra in atto, producendo ulteriori morti e feriti! Il corteo attraversando una città militarizzata ha trovato ad ogni angolo la polizia schierata che in ogni modo ha cercato di impedire all studentə di portare una voce di diserzione in mezzo ad una Giunta che si è rivelata guerrafondaia! Continueremo ad attraversare le strade della città per costruire una contronarrazione antagonista, ci ritroviamo in piazza per farlo assieme il 21 aprile in piazza Verdi e il 25 aprile!”.




Fonte: Zic.it