Luglio 1, 2021
Da Bu
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Ho avuto molte carie in vita mia, in un certo periodo, perché (me l’ha detto il dentista) ho una dentatura piuttosto particolare (ho gli incisivi storti, i canini pure un po’, ho dovuto togliere tutti i denti del giudizio perché c’era poco spazio, crescevano in orizzontale senza spuntare dalla gengiva, creavano problemi al resto dei denti, e in un paio di casi cominciavano a far male) che richiede pulizia più accurata di altre e per un po’ di anni quella che facevo, per quanto accurata, era troppo saltuaria.
Da 5 anni a questa parte (ma potrebbero anche esser 10) non ho più avuto carie: lavo i denti tutti i giorni almeno una volta al giorno, la sera, e con la cura che serve. Anche all’ultimo controllo è risultato che non ho carie, ma ho un dente devitalizzato che si sta incrinando.
Ieri son stato dal dentista, mi ha ridotto il dente devitalizzato limandolo con i trapani, per poi poter prendere l’impronta dentale, costruire la capsula, impiantarla sul moncone.
Oggi ci son dovuto tornare, mi ha preso entrambe le impronte dentali. Quando mi ha messo l’accrocchio con la pasta per prendere l’impronta superiore – un’operazione che sarà durata 3 minuti –, per 3 o 4 volte mi son trovato a dover deglutire la saliva che mi si era accumulata in fondo al cavo orale. Ho cercato di farlo senza muovermi. La prima volta non è andata benissimo, le successive meglio. In tutti i casi è stata una cosa piuttosto difficoltosa e fastidiosa.
Quando mi ha levato l’accrocchio palatale, prima che mi mettesse quello inferiore (linguale?), gli ho chiesto se poteva mettermi il tubetto per aspirare la saliva.
«Non lo facciamo mai per queste cose, non serve… però se vuoi si».
Ho pensato: “Non serve? Ma l’hai visto che mi è venuto da deglutire e ho fatto fatica”. Ho detto: «Va be’, proviamo», sorridendo.
E così, subito dopo avermi messo l’accrocchio, mi ha messo il tubetto, e non ho dovuto deglutire mai. A un certo punto mi ha detto: “Vedi? Non serve”. Era serio.
“Eh, va bo’, mi hai messo il tubetto”, ho pensato, ma non ho potuto dirlo, per ovvie ragioni. Non gliel’ho detto neanche dopo, perché non mi andava di creare tensioncine inutili: il tubetto me l’aveva messo, “Se mi capiterà di nuovo glielo richiederò”, ho pensato. E bom.
Però, non so all’altr* ma a me la cosa creava quel problema: perché devi prima negare che ho avuto quel problema e poi fare un’osservazione stupida, trattandomi e trattandoti da stupido? Perché la cosa va fuori dalla procedura consolidata? E-o per orgoglio, perché fai fatica a mandar giù (a deglutire!) che, per me, per il mio caso, avevo ragione? E-o per orgoglio (maggiormente?) ferito dal fatto che sai che sono strambo?




Fonte: Bu.noblogs.org