Settembre 3, 2021
Da Supportolegale
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In occasione dei 20 anni del G8 di Genova tornare nelle strade della città ligure ha significato per SupportoLegale oliare i meccanismi della memoria, ritrovare il filo della costruzione comune di lotte, idee e sogni.

Per 3 giorni siamo stati a fianco del C.A.L.P. e del collettivo C.S., abbiamo vissuto insieme e respirato l’energia di quei 3 giorni e di tutto quello che ne é nato.

In quei 3 giorni abbiamo attraversato piazze e riempito strade, siamo tornati a respirare.

Oggi vediamo che compagne e compagni, appartenenti e vicini proprio a queste aree vitali e impegnate, subiscono denunce per le azioni collettive del luglio 2021.

In 20 anni l’apparato repressivo ha imparato che prima di tutto era necessario trasformare ogni pratica di dissenso e ogni espressione di conflitto in qualcosa di illegittimo, poi di illegale, per poter stroncare con atti arbitrari e persecuzioni giudiziarie ogni più piccola speranza di cambiare lo stato di cose presente.

E anche nel ventennale del G8 le solerti forze dell’ordine non potevano esimersi dal criminalizzare la spontanea voglia di ricordare che le persone hanno espresso nelle strade di Genova il 20 luglio, ricordare non solo con pensieri e parole, ma anche con fatti e azioni, dimostrare che Genova non è finita perché le ingiustizie esistono ancora così come chi si oppone al modello di società e di vita dominante.

Siamo da 20 anni dalla stessa parte della barricata e oggi come allora la nostra solidarietà con chi è colpito dalla repressione è totale e incondizionata.

Perché essere solidali e complici non è solo uno slogan




Fonte: Supportolegale.org