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Si teme uno sgombero “perchè è l’unica risposta che l’amministrazione finora ha saputo dare”, dicono le/gli attiviste/i, ma “ribadiamo la necessità di una socialità diversa da quella mercificata che vuole la Giunta per la sua città vetrina. E rivendichiamo la necessità di spazi per un’agibilità politica”. Stasera assemblea pubblica, intanto chiamata per “socialità e pulizie”.

22 Aprile 2022 – 15:49

“Purtroppo ci aspettiamo uno sgombero, perchè è l’unica risposta che il Comune di Bologna fino ad oggi ha saputo dare. Sta all’amministrazione ora cambiare passo”. Così le/gli occupanti di via Zago 1, dopo aver riaperto ieri un immobile abbandonato da anni, sfidano il Comune e la Giunta capeggiata dal sindaco Matteo Lepore. Lo stabile è un ex centro Cesare Ragazzi che, hanno spiegato le/gli occupanti nella conferenza stampa che si è svolta oggi all’interno dello spazio, è ancora di proprietà della holding in liquidazione Piacersi Spa, che da anni ha messo in vendita i locali al prezzo di 1,4 milioni di euro. L’edificio è abbandonato dalla fine degli anni ’90, quando fallì la società di Cesare Ragazzi: in conferenza stampa è spuntato anche un ‘reperto storico’ trovato all’interno dello stabile, ovvero una vecchia foto impolverata che ritrae proprio l’allora imprenditore dei capelli in compagnia di Beppe Grillo, forse durante una festa di inaugurazione. Dalla chiusura, lo spazio era stato riaperto solo nel 2015 per un’altra occupazione, denominata La Rage, sgomberata poco meno di un mese dopo. “Ci aspettiamo lo sgombero anche stavolta, purtroppo- dicono le/i nuove/i occupanti- perchè questa è l’unica risposta che ad oggi il Comune di Bologna ha saputo dare. In 20 anni sono stati oltre 120 gli sgomberi di spazi restituiti all’abbandono o lasciati alla speculazione. Ma aver sgomberato non significa aver messo fine a quelle esperienze, che non possono essere asfaltate”. Le/gli attiviste/i raccontano di aver attraversato le esperienze di diversi spazi sgomberati nel recente passato come l’Xm24, Atlantide, l’ex caserma Sani e Banca Rotta. Dopo lo sgombero del centro sociale di via Fioravanti, in particolare, “Lepore ha fatto finte promesse e gli spazi non si sono visti. Ma l’esigenza di spazi c’è ancora, è reale e concreta. Il Comune non può pensare che con gli sgomberi questa esigenza svanisca”, dicono le/gli occupanti di via Zago, precisando che fino al momento della conferenza stampa non c’erano ancora stati contatti con il Comune o con altre forze politiche. Puntuali, nel frattempo, le immediate richieste di sgombero da parte dei partiti di centrodestra.

“Gli spazi in città ci sono, sono oltre 200 quelli abbandonati tra pubblico e privati- continuano le/gli attiviste/i- ed esiste anche una mappa. Noi siamo sempre stati disponibili al dialogo, per trovare una modalità di assegnazione diversa dai bandi. Il Comune invece ha solo sfruttato le nostre proposte, senza una reale disponibilità politica a cambiare le modalità di assegnazione. Ribadiamo la necessità di una socialità diversa da quella mercificata che vuole la Giunta Lepore per la sua città vetrina. E rivendichiamo la necessità di spazi per una agibilità politica. Il Comune ha sempre sgomberato realtà che l’antifascismo lo praticano ogni giorno, mentre lascia le piazze ai neofascisti come quelli che sfileranno l’1 maggio”: per quella data, infatti, è stata annunciata una manifestazione analoga a quella già vista un anno fa.

Il calendario di attività nella nuova sede, intanto, prevede alle 19,30 di oggi una prima assemblea pubblica di gestione e a seguire un aperitivo di autofinanziamento con il live hip hop del collettivo Boiled Brains. Lanciata anche una chiamata per “socialità e pulizie di primavera autogestite infestanti”.




Fonte: Zic.it