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“Abbiamo scovato la sede di Italia Viva a Bologna… un portone senza nome sul campanello”, scrivono Rete LGBTQIA+ e Rivolta Pride dopo un flasb mob effettuato ieri “per contestare gli emendamenti su ‘autonomia scolastica’ e ‘identità di genere’, per ribadire che non accettiamo nessun compromesso sui nostri corpi e che vogliamo #moltopiùdizan”.

14 Luglio 2021 – 17:44

“Ieri abbiamo scovato la sede di Italia Viva a Bologna… un portone senza nome sul campanello: dimostrazione di quanto il partito sia fittizio e non esista sul territorio. Abbiamo sanzionato la sede del partito di Matteo Renzi e contestato gli emendamenti proposti al Ddl Zan su ‘autonomia scolastica’ e ‘identità di genere’ per ribadire che non accettiamo nessun compromesso sui nostri corpi e che vogliamo #moltopiùdizan”. Così un comunicato a firma Rete LGBTQIA+ e Rivolta Pride diffuso sui social.

“A scuola di gender” è il titolo del flash mob svolto ieri: con questa iniziativa “abbiamo messo in scena una lezione per smascherare la falsa ‘neutralità’ dietro cui si nasconde l’educazione. Ogni giorno infatti, fin dall’infanzia tutto il sistema, dalla famiglia alle istituzioni, si impegna a trasformare le e i giovani in perfetti maschi o femmine eterosessuali. Abbiamo allora voluto performare la ribellione dell* student* che si sentono invisibilizzat* ogni volta che dalla cattedra e dai libri scolastici si parla subdolamente di genere (imposto) ma senza mai nominarlo. Andremo avanti fino alla vittoria”.




Fonte: Zic.it