Luglio 22, 2021
Da Fuochi Di Resistenza
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Li ricordiamo bene i pestaggi della Diaz, le cariche premeditate sul corteo pacifico e l’assassinio di Carlo Giuliani. E vediamo che la repressione violenta dello stato borghese da allora continua imperterrita. Oggi, dopo vent’anni, i mezzi di comunicazione mainstream –giornali, tv e social- ci inondano di servizi e inserti su quei giorni; non c’è quotidiano, televisione o social che non proponga documenti, immagini e filmati che pretendono di spiegarci quel che è successo, come se ora non potesse più ripetersi, siamo in democrazia del resto. Una lenta e inesorabile persuasione indotta da una ridondanza di  messaggi addomesticati per anestetizzarci e convincerci che i mezzi di comunicazione sono i guardiani della democrazia e dello stato di diritto. Però, allora, non fu raccontata così la repressione violenta dai media di regime, che criminalizzavano i compagni e giustificavano le cariche della polizia. E oggi, la stessa comunicazione di massa continua di allora, continua pervicacemente a sostenere la creazione del nemico interno che vuole distruggere le libertà civili e il benessere collettivo per creare consenso di massa; così NoTav, proletari, carcerati, antagonisti e tutti quelli che non ci stanno a essere sfruttati potranno essere criminalizzati.

Dal G8 del 2001 a Santa Maria Capua Vetere nulla è cambiato.

Rete Antifascista di Brescia ha raccolto testimonianze di compagni che erano a Genova o che ne hanno subito le drammatiche conseguenze e sono pubblicate qui di seguito.

Dimenticare è impossibile, ricordare fondamentale per non perdere coscienza di noi stessi e del nostro essere anticapitalisti e compagni.



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Fonte: Fuochidiresistenza.noblogs.org