Settembre 16, 2021
Da Unione Sindacale Italiana
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Dl green pass, sanzioni per chi non ce l’ha.

Tamponi a carico dei lavoratori

Green pass obbligatorio da ottobre, probabilmente dalla metà del mese, in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati (dagli uffici alle fabbriche, agli studi professionali). Sanzioni per chi entra al lavoro per più giorni consecutivi senza la certificazione verde: una multa, che dovrebbe andare dai 400 ai 1000 euro, e disciplinari, che saranno modulate sulle diverse categorie. Sarà espressamente previsto il divieto di licenziare, recependo così una preoccupazione sindacale. E tamponi per ottenere la certificazione verde a carico dei lavoratori.

Sono queste alcune delle soluzioni che potrebbero rientrare nel decreto che oggi 16 settembre, alle 10.30, approderà sul tavolo della cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza, in vista del Consiglio dei ministri convocato per le 16.

Tra i due appuntamenti, la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini incontrerà i presidenti delle Regioni.

La soluzione dell’estensione generalizzata dell’obbligo di Green pass è emersa in occasione dell’incontro tra il presidente del Consiglio e i sindacati, che si è svolto a Palazzo Chigi alla vigilia del via libera del provvedimento. Intanto prosegue il lavoro tecnico sul decreto per il «super» Green pass: tra le ipotesi c’è quella di differenziare l’entrata in vigore delle misure, scaglionandole tra l’1 e 15 ottobre.

La strategia delineata dal governo, contraria alla richiesta dei sindacati, sarebbe quella di prevedere tamponi a carico dei lavoratori per chi, non vaccinato, si sottoporrà ai test per ottenere il green pass con cui recarsi sul posto di lavoro. Il provvedimento che arriverà in cabina di regia dovrebbe prevedere che i tamponi non gravino né sulle casse dello Stato né tantomeno sulle imprese. Esclusi, naturalmente, quei lavoratori che, per comprovati motivi di salute, non possono vaccinarsi. Draghi e la maggior parte dei ministri, hanno spiegato fonti sindacali, sono convinti che azzerare il costo potrebbe annullare l’incentivo alla vaccinazione costituito dal green pass. Quindi sì ad accordi per il prezzo calmierato come per la scuola, no alla gratuità, anche se non è detto che alla fine il pressing della Lega e dei sindacati per tamponi gratuiti possa determinare un compromesso: un periodo transitorio di gratuità non si può escludere. Deciderà la cabina di regia.

Sui tempi dell’entrata in vigore dell’estensione del green pass per i lavoratori pubblici e privati dal governo il segretario della Cgil Maurizio Landini ha spiegato:

«Hanno parlato genericamente del mese di ottobre ma non hanno indicato date». Tra le ipotesi c’è quella di differenziare l’entrata in vigore delle misure, scaglionandole tra l’1 e 15 ottobre.

Per quanto riguarda i controlli, la procedura dovrebbe essere analoga a quella adottata per il personale scolastico (docenti e amministrativi). Il lavoratore raggiunge l’ufficio o la fabbrica. Il responsabile dell’ufficio o quello del reparto, individuato in precedenza, controllerà se ha il certificato verde o meno, ed effettuerà una verifica dell’identità. Chi non ha il Green pass non può entrare e, così come accade già per la scuola, è considerato assente ingiustificato. Trascorsi cinque giorni senza che il lavoratore si sia munito del certificato verde, scatta la sospensione del rapporto di lavoro, con la conseguenza che non è dovuta la retribuzione. Se poi il lavoratore acquisisce il Green pass, torna in servizio.

Il nuovo decreto farebbe scattare l’ennesima estensione della certificazione verde.

Il 6 agosto è stato previsto l’obbligo del green pass per entrare in zona bianca e gialla in ristoranti e piscine al chiuso, musei, teatri, cinema palestre, sale giochi, fiere. Nonché per partecipare a spettacoli dal vivo, concorsi, sagre. Dal primo settembre è scattato per il personale scolastico e per viaggiare sui treni a lunga percorrenza, sulle navi e in aereo anche nelle tratte nazionali. Ancora un decreto approvato dal Governo il 9 settembre lo ha previsto per scuole (anche per i genitori che entrano negli istituti), università e Rsa (Residenze Sanitarie Assistenziali), in quest’ultimo caso dal 10 ottobre.

Ora l’ennesima estensione dell’obbligo nei luoghi di lavoro pubblici e privati.

Da metà di ottobre bisognerà essere vaccinati, aver fatto un tampone o essere guariti dal Covid, per entrare in uffici pubblici e privati, ma l’obbligo dovrebbe essere esteso anche a studi professionali, negozi, ristoranti.

Sono circa 18 milioni i lavoratori pubblici e privati interessati dalle norme sul green pass:

13,9 milioni già lo hanno, mentre quelli senza sono 4,115 milioni.

Sono dati diffusi dal Governo. I lavoratori dipendenti del settore privato con il certificato verde sono 11 milioni (80%), 3,7 milioni quelli senza.

Dei dipendenti pubblici che già sarebbero obbligati alla vaccinazione, 2,3 milioni hanno il green pass, 115mila no.

Mentre fra i dipendenti pubblici non obbligati, in 600mila hanno il lasciapassare e 300mila no.

I dati riguardano anche la popolazione inattiva:

10,8 milioni col green pass e 2,7 milioni senza.

I disoccupati: 1,8 milioni con e 500 mila senza. I pensionati: 12 milioni con e un milione senza.

I ragazzi e le ragazze fra i 12 e i 19 anni: 3 milioni con e 1,5 milioni senza.




Fonte: Usiait.it