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“Il ministero dell’Istruzione è in ritardo di mesi col pagamento degli stipendi dei dipendenti a tempo determinato così come di molti neoimmessi in ruolo da concorso straordinario o dalla prima fascia delle Gps”, segnalano i Cobas, offrendo consulenza legale per presentare diffide e messe in mora. Comitati genitori: “Tamponi in farmacia impossibili per gli studenti”.

16 Novembre 2021 – 10:33

“A scuola senza stipendio per docenti e Ata”. E’ la situazione sottolineata dai Cobas scuola di Bologna, che propongono un’attività di consulenza legale alle/i lavoratrici/ori coinvolti. “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”, scrive il sindacato di base citando la Carta: “Il diritto ad una adeguata retribuzione è dunque garantito dalla Costituzione indipendentemente dalla tipologia di contratto, e non è un optional dipendente dagli umori ministeriali. Il ministero dell’Istruzione è in ritardo di mesi col pagamento degli stipendi dei dipendenti a tempo determinato, docenti e Ata, così come di molti neoimmessi in ruolo da concorso straordinario o dalla prima fascia delle Gps che permettono, in molti casi dall’inizio dell’anno scolastico, il regolare svolgimento dell’attività didattica. Da maggio il ministero continua a rimandare, in maniera illegittima, l’ordine per effettuare i pagamenti a lavoratori e lavoratrici della scuola e molti di loro continuano a non ricevere gli stipendi per i mesi di lavoro effettuati, trovandosi in una situazione di difficoltà economica illegale e lesiva dei loro diritti di lavoratori”.

I Cobas della scuola, quindi, “mettono a disposizione degli iscritti che si trovano in attesa di stipendio una consulenza legale per presentare diffida e messa in mora. Il personale interessato dovrà trasmettere la diffida, consegnandola al protocollo oppure inviandola con posta elettronica certificata Pec, o spedendola con raccomandata A/R alla Ragioneria territoriale della propria provincia e presso la scuola attuale sede di servizio. Allo scadere degli otto giorni di tempo, entro cui l’amministrazione dovrà liquidare le somme non percepite, in caso di esito negativo, sarà possibile adire alle vie legali per il recupero forzoso delle somme non corrisposte. Per informazioni e appuntamenti i precari iscritti che si trovano in questa condizione si mettano rapidamente in contatto con la la nostra sede di Bologna”.

Intanto, Rete dei comitati genitori, Coordinamento presidenti consigli d’istituto e Forum regionale delle associazioni dei genitori riferiscono di un incontro con giunta regionale, comunale e Asl in cui hanno esposto problematiche relative a “rallentamenti nel processo di presa in carico e gestione dei casi Covid a scuola da parte del dipartimento di sanità pubblica”, l’impossibilità di accedere ai tamponi rapidi in farmacia per bambini e adolescenti per la congestione delle prenotazioni, l’importanza di dotare i plessi di strumenti per la sanificazione dell’aria.




Fonte: Zic.it