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È accusato di diffusione di false notizie in relazione a un articolo pubblicato su un giornale online sulle persecuzioni della minoranza copta. Decadute le contestazioni su presunti post su Facebook e l’accusa di terrorismo. L’ong Eipr: “Violazione della libertà di espressione”.

13 Settembre 2021 – 18:38

Domani, martedì 14 settembre, inizierà dopo 19 mesi di custodia cautelare il processo a Patrick Zaki presso il tribunale di Mansoura, sua città natale in Egitto. Lo studente trentenne, iscritto a un master dell’Alma Mater e arrestato a febbraio 2020 appena atterrato al Cairo per tornare a trovare la famiglia, è accusato di diffusione di false notizie in relazione a un articolo pubblicato sul giornale online “Daraj” a luglio 2019 in cui raccontava le persecuzioni subite dalla minoranza copta nel paese nordafricano. È invece decaduta l’accusa di terrorismo e non sono più contestati i famosi post su Facebook a lui attribuiti ma di cui non si è mai trovato riscontro. Rischia fino a cinque anni di reclusione.

L’organizzazione non governativa Egyptian Initiative for Personal Rights, con cui Patrick collaborava, ha condannato in un comunicato firmato insieme ad altre associazioni impegnate a favore dei diritti umani la decisione dei magistrati, definendola “una violazione del diritto di tutti gli egiziani alla libertà di espressione e del diritto in particolare dei cristiani egiziani di reclamare i loro diritti sia nella società sia di fronte alla legge”.




Fonte: Zic.it