Dicembre 4, 2022
Da Umanita Nova
230 visualizzazioni

Allorquando il 24 dicembre 2024, all’apertura della Porta Santa, il Pellegrino Zero metterà piede sul selciato della Capitale, sempre che non inciampi…i tempi dei cantieri – semmai venissero aperti tutti – si saranno probabilmente dilatati e poco o nulla di tutto ciò che è stato promesso sarà pronto.

Tanto per cominciare, fino a quando non sarà stato varato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, contenente la lista puntuale degli interventi, i lavori giubilari non potranno partire.

Il Giubileo o l’anno più santo di altri, si celebra, in realtà, ogni quarto di secolo; non si può dire, insomma, che l’incombenza non sia prevedibile. Come per ogni evento di questa portata, e in questo caso basato sul Nulla più assoluto, ossia sulla Religione, col suo corollario di folclore, finta spiritualità e rapimento mistico interpretato pure male dai protagonisti avvolti nei loro paramenti “sacri”, le istituzioni prima gonfiano a dismisura la cosa, eppoi si avventano fameliche sul malloppo rappresentato dai fondi. Ma oramai, l’ovvietà di un copione che si ripete sempre uguale, spinge i protagonisti a non nascondersi neanche più di tanto. L’inerzia con la quale le istituzioni si stanno preparando al “grande evento” denuncia la sempre più precisa e principale volontà di accaparrarsi i soldi, unitamente a quella di promuovere carriere mirabolanti anche tramite la progettazione visionaria di opere che difficilmente verranno portate a termine e che tradisce, insomma, la vanità di questi rappresentanti di loro stessi nel far parte di quella bolla di micromondo “che conta”, attribuendosi reciprocamente, in un determinato “momento storico”, incarichi speciali che danno accesso alla cerchia ristretta seduta attorno a un tavolo decisionale.

Tanto il Potere è saldamente nelle mani di questa sparuta schiera di cattivi teatranti, i politici, difesi da un apparato poliziesco tecnologicamente sempre più avanzato e fortemente equipaggiato, per cui la qualità della loro recitazione è oramai andata via via scemando, con tendenza proporzionalmente inversa alla crescente militarizzazione a difesa dei loro privilegi, fino a raggiungere il baratro di una scarsezza imbarazzante. A tal punto che la pagliacciata giubilare non viene neanche presa troppo sul serio per ciò che riguarda le scadenze dei termini di consegna delle cosiddette opere…in teoria anche per la città e i suoi abitanti, una volta passata l’orda dei pellegrini digitali che si stima intorno ai 22 milioni da sommare ai 20 milioni di turisti prepandemici che annualmente affollavano la Capitale. Ma facciamo un po’ d’ordine.

La farsa dei preparativi al Giubileo 2025 comincia il 3 novembre 2020 con un timido abboccamento tra l’allora presidente del consiglio Conte, il governatore del Lazio Zingaretti, monsignor Rino Fisichella, il delegato del Vaticano e con la sorprendente esclusione della sindaca Raggi che, infatti, questa cosa se l’è legata al dito, parlando di “grave sgarbo”. Niente di che; un “pourparler” per redigere l’agenda dei progetti da realizzare in attesa della legge di bilancio 2020, con la quale nasce ufficialmente il “tavolo istituzionale per Roma 2025” e del quale farà parte anche il sindaco di Roma…Viene tra l’altro stabilito che il piano degli interventi e delle opere da definire in vista del Giubileo potrà essere aggiornato e rimodulato su base semestrale. Ma solo tre mesi dopo, a febbraio 2021, con la caduta del governo Conte bis, il tavolo, composto dai ministri di Economia, Trasporti, Esteri, Interno, Cultura, Turismo, il sindaco di Roma, il governatore del Lazio e due rappresentanti delle Camere, passa al neoeletto presidente del consiglio Draghi che lo inaugura il 15 luglio 2021. Con la legge di bilancio licenziata a fine 2021 vengono stanziati circa 1,350 miliardi di euro per le opere collegate al Giubileo, più 110 milioni da gestire col Vaticano per l’accoglienza dell’orda di pellegrini (coi sordi). Denaro pubblico, quindi.

Le opere, ufficialmente destinate all’accoglienza dei medesimi, che vanno dalla manutenzione straordinaria delle grandi arterie, alla riqualificazione delle aree che circondano il Vaticano e di quelle antistanti le basiliche e le stazioni, dalla valorizzazione dell’area archeologica centrale al rifacimento dei marciapiedi, saranno 135, senza contare che il Pnrr e il Fondo legato al Piano nazionale complementare al Pnrr, immetteranno su Roma e provincia 8,2 miliardi di euro di investimenti soltanto per la mobilità e il turismo. La concomitanza di Pnrr e Giubileo fa sì che i progetti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e quelli per il Giubileo 2025 nell’area romana, siano strettamente connessi. Del Pnrr fa parte la Misura “Caput Mundi”, denominata “M1C3 (Missione 1, Componente 3)«Cultura e turismo», investimento 4.3. «Caput Mundi – Next Generation EU per grandi eventi turistici”, esposta in Campidoglio a fine giugno (quasi in contemporanea con la presentazione in Vaticano del logo giubilare da parte di monsignor Fisichella…) dall’ex ministro per il Turismo del governo Draghi Garavaglia e dal sindaco e Commissario straordinario per il Giubileo 2025 Gualtieri. Un ruolo, quello del Commissario straordinario, voluto da Draghi, ufficializzato con decreto presidenziale il 4 febbraio 2022 e che Gualtieri dovrebbe ricoprire fino al 31 dicembre 2026. Per “Caput Mundi”, ad aprile erano stati reperiti fondi per complessivi 500 milioni di euro relativi a 335 interventi su 283 siti archeologici, con l’aggiunta di parchi, giardini, palazzi, fontane e ville storiche. Questo stanziamento per “la rigenerazione del patrimonio culturale romano” va al ministero del Turismo, oggi in mano a Daniela Santanché.

Tornando ai fondi giubilari, Draghi ha creato la società ad hoc “Giubileo 2025”, interamente controllata dal ministero dell’Economia, dove dal 22 ottobre si è insediato Giancarlo Giorgetti e che ha la funzione di stazione appaltante, soggetto pagatore e vigilante sui lavori in corso…secondo un “programma dettagliato” elaborato dal sindaco e Commissario straordinario Gualtieri. La società è teoricamente operativa dal 15 giugno 2022, in seguito alla registrazione del relativo Dpcm da parte della Corte dei Conti. Le cariche del presidente Matteo Del Fante (ad di Poste Italiane) e dell’ad Marco Sangiorgio (ex direttore generale di REDO SGR S.p.A e di Cassa Depositi e Prestiti) sono avvenute un mese dopo, a metà luglio…Per la realizzazione delle opere e degli interventi funzionali al Giubileo, la legge di bilancio del 30 dicembre 2021 prevedeva, secondo la Gazzetta ufficiale nella SEZIONE I: MISURE QUANTITATIVE PER LA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI, all’articolo 1 comma 420, una dotazione di 285 milioni di euro per l’anno 2022, di 290 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024, di 330 milioni di euro per l’anno 2025 e di 140 milioni di euro per l’anno 2026. A gestire i fondi sarà ora la società del ministero dell’Economia. Sta di fatto che mentre il procuratore aggiunto della Procura di Roma Prestipino già a luglio avvertiva come i soldi del Giubileo e del Pnrr potrebbero entrare nel mirino delle mafie, nell’anno 2022 dal conto della Tesoreria dello Stato che custodisce i circa 1,5 miliardi, non è ancora uscito un solo €uro…Il 20 luglio cadeva anche il governo Draghi, il quale si affrettava, in data 1 settembre, a riunire sotto la sua guida per un’ultima volta il “tavolo istituzionale”. In seguito al “programma dettagliato” di Gualtieri, passato al vaglio del ministero dell’Economia e contenente il numero dei cantieri coi relativi importi, mancava solo una firma, ma ci si è messa di mezzo la campagna elettorale. Il governo Meloni si è insediato il 22 ottobre e solo il 10 novembre gli uffici del Tesoro e la Ragioneria Generale hanno ricevuto il “programma dettagliato” di Gualtieri. Dopo l’esame dei periti tecnici, lo “spatafione programmatico” tornerà alla politica nelle persone del ministro Giorgetti e della premier Meloni che dovrà firmare il Dpcm.

La Commissione Speciale Giubileo 2025

Nella seduta del 10 ottobre in Campidoglio della Commissione competente presieduta dal consigliere di Azione Dario Nanni, il delegato del sindaco e Commissario straordinario per il Giubileo, Maurizio Pucci e il direttore dell’Ufficio Speciale del Commissario straordinario per il Giubileo 2025, Roberto Botta – nominati ufficialmente nei loro ruoli solo ad agosto – hanno fatto il punto sulle novità infrastrutturali che riguarderanno Roma in vista dell’anno più santo di altri.

Mentre Pucci (già coordinatore dei cantieri per il Giubileo del 2000 all’epoca dell’amministrazione Rutelli, ex direttore generale dell’Ama e assessore durante l’amministrazione Marino) ricordava come solo nel momento in cui il Dpcm (uscito dal confronto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Vaticano, la Regione e l’Agenzia Giubileo 2025) verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale si potrà “dare il via formalmente alle progettazioni”, Botta (già vice direttore generale dell’Ufficio Decoro in Campidoglio) metteva le mani avanti, sottolineando come nel Dpcm sia “stata inserita una clausola di rimodulabilità del piano entro il primo semestre 2023 nel caso in cui, alla luce degli approfondimenti progettuali, qualche intervento dovesse essere rivisto”…

Il corposo stanziamento di più di un miliardo di euro per interventi molto attesi dalla città, andrebbe in buona parte speso entro il 31 dicembre 2024, ma è chiaro a tutti che la scadenza religiosa è solo un pretesto e che i lavori si vedranno terminati, se tutto va bene, tra una decina d’anni.

Di sicuro c’è l’idea di un Archeotram, “una linea di tram storici restaurati”- ha millantato ancora Botta nell’audizione di ottobre – per un tour tra i monumenti del centro storico, salvo poi domandarsi “se il parco rotabile delle linee metropolitane sia adeguato”…

Mentre servirebbero nuovi treni per la linea A e C della metro, l’obiettivo primario, a proposito della linea C, è che “i lavori della stazione Fori Imperiali terminino entro l’autunno del 2024” ha precisato ancora Botta e per quella data “sarebbe auspicabile disporre di nuovi convogli sulla linea in modo che le frequenze dei treni siano da cabotaggio metropolitano”.

In attesa che la frequenza delle corse corrisponda al “cabotaggio metropolitano” in vista dell’invasione dei turisti della fede, la gente comune che magari non abita in centro, spesso costretta a fare lo slalom tra buche, “monnezza” accatastata, strade dissestate e marciapiedi mancanti, convive da anni col costante disservizio del trasporto pubblico. A fine ottobre 2022, il X Municipio (quello del territorio di Ostia, l’unico interamente al di fuori dal grande raccordo anulare o GRA) ha avviato l’iter per togliere al consorzio privato Roma Tpl la gestione di alcune linee bus per gravi inadempienze al contratto di servizio di trasporto pubblico, stipulato con l’Ente che lo eroga e cioè Roma Capitale, nella fattispecie, il Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale e Roma Servizi per la Mobilità…Quotidianamente viene riscontrato “un grave disallineamento tra il servizio programmato secondo contratto di servizio con l’ente di Roma Capitale e il servizio effettivo. Il che comporta di fatto il dimezzamento del numero delle vetture previste da contratto: da quattro a due, con un allungamento a dismisura dei tempi di attesa e di passaggio, provocando, di conseguenza,  evidente grave danno ai cittadini e agli studenti e limitazioni al loro diritto alla mobilità e allo spostamento in tempi certi”, come si legge nella risoluzione del primo firmatario Leonardo Di Matteo, Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Mobilità del X Municipio.

La “Vision” del Direttore dell’Ufficio Speciale del Commissario straordinario per il Giubileo 2025 pre-vede (sic) inoltre, sul fronte degli interventi dedicati alla sezione Ambiente e Territorio, un ruolo centrale per il fiume Tevere. Saranno realizzati “interventi di sicurezza idraulica, ad opera della Regione Lazio, ma anche di valorizzazione e recupero ambientali di sponde e parti dell’alveo, con la realizzazione di 6 parchi d’affaccio”. In un parossismo di progettualità visionaria, Botta confida che: “c’è ragionamento sull’area di Tor Vergata. C’era l’idea che fosse attrezzata per eventi e coltiviamo il sogno di completare, seppure parzialmente, le Vele di Calatrava”.

Mentre al Comune si favoleggia delle Vele di Calatrava e di un Tevere con banchine ripulite e approdi per le barche, i cantieri non sono neanche stati aperti…Nel frattempo però, arriva un altro bel miliardo di euro da UniCredit tramite un protocollo d’intesa firmato il 4 novembre tra l’Istituto di Credito e la Camera di Commercio di Roma, col fine di sostenere le necessità finanziarie delle aziende del territorio che realizzeranno i progetti previsti dal Pnrr e per il Giubileo 2025, nonché di agevolarne la capacità di cogliere “tutte” le occasioni che si presenteranno.  “Occasioni”, di cui daremo conto nella prossima e ultima parte.

Sequitur…

Mastro Titta




Fonte: Umanitanova.org