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Nel sistema di convenzioni tra l’amministrazione e le scuole d’infanzia paritarie private per il quinquennio 2022-2027, approvato dalla Giunta e ora in attesa del voto del Consiglio comunale, il contributo viene incrementato del 13% circa passando da 970.000 euro a 1,1 milioni all’anno.

23 Novembre 2022 – 16:14

La Giunta comunale ha approvato il sistema di convenzioni tra l’amministrazione e le scuole d’infanzia paritarie private per il quinquennio 2022-2027: ora l’atto inizierà il suo iter fino al voto del Consiglio comunale. Intanto, nell’atto licenziato alla Giunta il sostegno alle spese di funzionamento viene adeguato all’aumento dei costi gestionali e ai nuovi indici di inflazione. Il contributo del Comune alle paritarie private, così, viene incrementato del 13% circa, passando da 970.000 euro a 1,1 milioni all’anno (821.000 di contributo fisso e 279.000 di contributo variabile).

Il Comune decide di “aumentare ulteriormente il finanziamento alle scuole paritarie, attraverso un abbassamento delle rette, tramite soldi pubblici, provenienti dalle tasse pagate dai cittadini, che però finiscono nelle tasche dei privati, diventando quindi profitto. Come Usb Scuola Emilia-Romagna riteniamo- recita un comunicato- che in questo modo non si stiano aiutando le famiglie in difficoltà, che non si iscriverebbero, neanche con un basso Isee né con una diminuzione della retta, alle scuole paritarie perché non in grado di affrontare un’ulteriore spesa, soprattutto in questo periodo di aumento delle bollette e inflazione galoppante. Pertanto le misure in questione sono misure di facciata, che tra l’altro incidono in maniera ridicola sulla riduzione delle liste d’attesa che sappiamo essere ogni mese di settembre in realtà delle liste di esclusione, perché i posti nel pubblico sono sempre troppo ridotti e le famiglie che rimangono escluse sono costrette, se non hanno una rete familiare di sostegno per la gestione dei figli più piccoli, a rivopgersi al sistema privato e quindi a cedere al ricatto del pagamento di quell’offerta formativa che il referendum del 2013 aveva sancito essere un diritto dei bambini e delle bambine e delle famiglie emiliane. Tale referendum, ricordiamolo, fu tradito dalla Giunta Merola, successiva a quella votazione popolare”.




Fonte: Zic.it