Novembre 21, 2020
Da SmontaMenti
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Affitti di merda? È ora di vendetta.

Paghi uno sproposito per un appartamento che cade a pezzi? Sono mesi che il tuo vecchio locatore latita e non accenna a restituirti la caparra? Il tuo padrone di casa cerca di farti pagare spese e/o danni al locale che competerebbero a lui (imbiancaggio, lavori di idraulica etc)?.

In una città universitaria dove il prezzo degli affitti continua ad aumentare e gli appartamenti disponibili sono sempre meno, c’ù chi lucra sulle spalle degli studenti fuorisede. Agenzie immobiliari, palazzinari, padroni di casa il cui unico scopo ù aumentare il loro profitto sulla nostra pelle.

Nel Luglio 2019 sono state raggiunte cifre di 420€ per una stanza singola. A Trento Airbnb sottrae al mercato immobiliare oltre 70 case, affittate -illegittimamente- unicamente a turisti. Il contratto di locazione per studenti, varato dal comune ù insufficiente e non pone un prezzo massimale, nonostante i benefici fiscali di chi affitta. Insomma, la realtà ù conosciuta da molti e molte: l’affitto costa troppo.

Dal punto di vista economico le opzioni sono due o vivi sulle spalle dei tuoi familiari oppure lavori in modo da sostenere le spese per universitĂ  e affitto. Pagare l’affitto uno sproposito puĂČ determinare la possibilitĂ  di studiare all’universitĂ  o meno.

Molto spesso per chi ha un locatore di merda Ăš molto difficile far valere i propri diritti, alcuni padroni di casa sono sfuggenti, non rispondono al telefono, o semplicemente si nascondono dietro a cavilli legali.  Allo stesso tempo non vi Ăš alcuna figura istituzionale o organo a cui uno studente possa rivolgersi per chiedere aiuto. Ci si rende conto di non poterci fare nulla e l’unica soluzione rimane il cambio d’appartamento.

La rabbia provata nel vedere il proprio vecchio appartamento, che cadeva a pezzi, rimesso a disposizione sui vari gruppi Facebook e spacciato per nuovo dopo la nostra uscita, Ăš ben nota a molti.

Ebbene Ăš giunto il momento di farla pagare ai nostri vecchi e nuovi locatori di merda, per questo motivo abbiamo voluto creare questa pagina Facebook, in modo da raccogliere piĂč testimonianze possibili e iniziare a smascherare chi fa profitto, sulle nostre spalle e su quelle dei nostri genitori, dietro la narrazione di Trento cittĂ  universitaria. Creiamo degli strumenti per tutelarci contro i soprusi di lor signori, riappropriandoci della nobile arte plebea del lancio dei pomodori. Intaccare la loro immagine vuol dire rompere il muro di silenzio intorno al problema degli affitti ed evitare che altri studenti come noi cadano tra le mani di questi imbroglioni. Vuol dire ribaltare i ruoli di potere.

–E quindi cosa devo fare? –

  • Scrivi alla nostra pagina e racconta la tua esperienza con il tuo padrone di casa nonchĂš pezzo di fango
  • Inviaci foto dell’appartamento, documenti, i dati del tuo locatore e l’indirizzo della casa, tutto ciĂČ che puĂČ essere utile a smerdarlo
  • Noi verificheremo il materiale e garantiremo il tuo anonimato
  • Pubblicheremo la tua storia sulla pagina facebook in modo che tutti possano leggerla.

L’idea Ăš quella di creare una comunitĂ  che possa muoversi su questo terreno scivoloso, in modo da darsi una mano tutti assieme e ribaltare le dialettiche di potere corrente. PerchĂ© se frequentare l’universitĂ  Ăš un diritto che dovrebbe essere garantito, lo Ăš anche avere un tetto sotto il quale stare, senza dissanguare le nostre finanze. Iniziamo a fare in modo che le prepotenze dei disonesti non le paghino solo i poveracci.

Perché come diceva Quintiliano: odiare i mascalzoni Ú cosa nobile




Fonte: Curtrento.noblogs.org