Novembre 28, 2022
Da Inferno Urbano
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DELLA GUERRA GIUSTA

Russia e Ucraina si fronteggiano ormai da diversi mesi, bombardamento dopo bombardamento, massacro dopo massacro, stupro dopo stupro. Ogni Stato ha la sua ragione. Lo Stato ucraino difende l’inviolabilità dei propri confini, lo Stato russo difende la propria volontà di potenza e di sicurezza.

Tutte queste ragioni, tuttavia, hanno qualcosa in comune. Opprimono coloro che vivono all’interno dei rispettivi confini, tra divieti di parlare la propria lingua, obblighi al servizio militare, proibizioni all’espatrio, interdizione dal poter esprimere liberamente le proprie idee. D’altronde questo e molto di più significa essere governati, diceva un vecchio anarchico francese.

E allora come schierarsi? Come vorrebbe qualche vetero comunista, per l’imperialismo russo (o, in futuro, magari anche per quello cinese) perché più dolce di quello americano? Come vorrebbero i politici, i media e gli intellettuali atlantisti e responsabili, per la tracotanza ucraina che cerca in ogni modo di coinvolgere la NATO come parte attiva del conflitto tra sabotaggi ai gasdotti, missili lanciati sui paesi confinanti e richieste di armi e no fly zone? Oppure affidarsi ad una neutralità pelosa che invoca una diplomazia afona soverchiata dal tuonare dei cannoni? Nel mentre la più grande centrale nucleare d’Europa viene bersagliata a giorni alterni da proiettili senza nome tenendo col fiato sospeso ogni essere vivente, umano e non.

Ci vorrebbe altro. Ci vorrebbe un’idea di mondo che fosse inconciliabile con le ragioni degli Stati, tanto opposte quanto, esse sì, in fondo speculari. Ci vorrebbe un’idea combattiva che sappia immaginare l’irragionevolezza del desiderio, il rifiuto della sottomissione e delle gerarchie, il rovesciamento dell’ordine sociale. Ma in assenza di ciò? Qualsiasi ragione di Stato ci troveremmo a voler sostenere continueremmo soltanto ad assistere allo strabordare di sangue dalla caverna dei massacri. E allora non resta che guardare piuttosto a noi stessi e a coloro che abbiamo intorno. E chiederci come possa essere spezzato questo circolo di disperazione. Non esiste guerra giusta tra gli Stati. Ma cosa provare ad opporre allo Stato è ancora faccenda da affrontare

Fonte: abirato.net

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Fonte: Infernourbano.altervista.org