Novembre 30, 2021
Da Radio Blackout
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Lo scorso 26 novembre la Cassazione ha respinto il ricorso di Emilio contro l’estradizione in Francia. Da allora c’è un presidio permanente davanti alla sua casa di Bussoleno.
Emilio era stato arrestato a settembre per un mandato di cattura internazionale emanato dalle autorità francesi, con l’accusa di aver ferito un gendarme durante una manifestazione transfrontaliera svoltasi lo scorso maggio. Dopo una decina di giorni nel carcere delle Vallette Emilio gli erano stati concessi i domiciliari.
Emilio, come tant* altr* negli ultimi tre anni si è speso per rendere meno difficile l’attraversamento del confine ai migranti senza documenti in viaggio verso la Francia e il nord Europa.
Un confine quasi invisibile per turisti e viaggiatori con le “carte in regola” è diventato una barriera fatta di neve, gendarmi che inseguono, picchiano e respingono: una violenza intollerabile, contro la quale si battono quelli come Emilio. Negli ultimi anni cinque migranti sono morti nel tentativo di passare la montagna: sarebbero stati molti di più senza i solidali, che hanno occupato due locali per trasformarli in rifugi e si sono messi mezzo per inceppare la macchina dei respingimenti. La manifestazione per la quale è stato arrestato Emilio era una risposta allo sgombero del rifugio autogestito ChezOulx avvenuto nella scorsa primavera.
Ne abbiamo parlato con Mimmo, No Tav, No Border di Bussoleno

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Fonte: Radioblackout.org