Novembre 26, 2021
Da Il Manifesto
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Un ambiente lo si può leggere, rileggere, manipolare, ricreare. Soprattutto con il linguaggio della musica e della creazione istantanea. Rileggere, ricreare il sound di una regione come quella della Basilicata sembra cosa facile. Ma non lo è . Il progetto Naturarte Dreaming ha fatto si che il jazzista Nils Berg approdasse in terra lucana e cercasse emozioni sonore da archiviare e poi manipolare. Pertanto ha registrato, sentito, filmato esperienze sonore e a poi condensato il tutto in un live di una buona ora che ha presentato presso il Teatro Comunale di Potenza. Certo per un tipo di musica come la sua, molto ricca di commistioni, un ambient diverso, meno istituzionale e più ri-creativo sarebbe stato più adatto. Ma è evidente che un progetto così ad ampio raggio deve pur restituire a chi investe una sorta di immagine di ritorno. Ma nel suo Berg ha creato un passo sonoro interessante, coadiuvato dalla sua band e da un meta film ha avvinghiato il borghese teatro potentino con una sequela a mò di “rosario sonoro” di una sua personale idea di Basilicata. Ha riportato ciò che il giro che ha effettuato nelle terre afferenti ai 5 parchi della regione gli hanno ispirato. Quindi in una specie di grande scatola sonora è riuscito a ricondurre il fruitore del tutto in una dimensione instantanea, da dreaming appunto.

CERTO NON E’ COSA FACILE impossessarsi dei fantasmi lucani, delle memorie di Levi e Sinisgalli, dei suoni ancestrali delle zampogne, surdelline e canti devozionali. Ma Berg è riuscito a bypassare la difficoltà dell’ascendenza per poi portare la sua idea in una grande suite che ha in sé il germe del futuro e del futuribile. E’ naturale che i riferimenti alle antiche ricerche sonore del passato hanno influito non poco sulla sua creatività. Più Lomax che Carpitella probabilmente. Ma ciò che rimane vivo ed interessante dell’idea sonora di Berg è una costante ricerca interiore che ricrea quella logica di paesaggio dell’anima che trasmigra oltre ogni frequenza compositiva. Indiscutibile la perizia tecnica oltre al sax dello stesso Berg, anche quella di Josef Kallerdhal al contrabasso e di Konrad Agnas alla batteria. Il tutto è stato poi replicato in altre quattro location della Regione Basilicata per un ulteriore logico prosieguo di quell’idea di archivio sonoro dei luoghi che da tempo l’Onyx Jazz Club di Matera ha avviato. E’ possibile che nell’idea di Gigì Esposito direttore artistico del progetto, ci sarà un futuro fatto di sonorità e di assonanze per ridare possibilmente all’ascoltatore la possibilità di essere sempre più inserito in un contesto vivo ed umano. Cosa rara di questi tempi.




Fonte: Ilmanifesto.it