Ottobre 11, 2021
Da Radio Blackout
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La mattina di venerdì 8 ottobre sono stati notificati 15 obblighi di firma in commissariato a divers* student* dell’Università di Torino. L’episodio da cui scaturisce l’operazione è la rioccupazione dell’aula C1 al Campus Einaudi nel maggio di quest’anno. L’auletta occupata è da anni luogo di studio, dibattiti e iniziative, luogo di anomalie e imprevisti che hanno alterato il regolare scorrere della quotidianità accademica ed è perciò da sempre invisa ai vertici universitari e alla Questura torinese. Nel luglio 2020 l’aula venne infatti chiusa con i sigilli in concomitanza con gli arresti di 33 studenti e studentesse antifascist* che si opposero alla presenza del Fuan e della sua scorta poliziesca al CLE. Quasi un anno dopo, a pochi giorni dalla sua rioccupazione, l’aula C1 venne nuovamente posta sotto sequestro e venne occupata una nuova Aula Break, sulla quale con l’operazione dell’8 ottobre sono stati nuovamente posti dei sigilli.

Abbiamo raggiunto telefonicamente una delle studentesse colpite da quest’ultima pioggia di obblighi di firma per commentare l’operazione e l’accanimento di Rettore e Questura per mantenere il Campus Einaudi un luogo ordinato ed estraneo ai conflitti, proprio ora che il ritorno in presenza di migliaia di student* con obbligo di Green Pass impone con ancora più urgenza la necessità di ripoliticizzare il tema dell’accesso e dell’attraversabilità delle strutture universitarie.





Fonte: Radioblackout.org