Dicembre 22, 2021
Da Il Manifesto
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«Il governo non si costituirà contro l’ammissibilità dei referendum. Non ne ha alcuna intenzione». Il presidente del Consiglio Mario Draghi risponde così a chi gli chiede quale sarà la posizione dell’esecutivo davanti alla Corte costituzionale quando verrà discussa l’ammissibilità dei referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia (il prossimo 15 febbraio) e della cannabis, e quella dei sei quesiti riguardanti la giustizia proposti tramite delibere dalle Regioni a guida centrodestra. «Il governo – precisa il premier – avrebbe potuto in alcuni casi creare delle condizioni per cui la presentazione sarebbe slittata all’anno prossimo e non lo ha fatto. Quindi non c’è nessuna intenzione di costituirsi contro».

«Ha accolto la nostra richiesta», fa notare Riccardo Magi (+Europa), tra i promotori del referendum per la depenalizzazione dei fatti di lieve entità legati alle droghe, riguardo al quale la Cassazione è ancora impegnata nella verifica delle oltre 630 mila firme.

Mentre l’«Eutanasia legale» ha superato il vaglio della Cassazione con le sue 1,2 milioni di firme. Sono «soddisfatti» Filomena Gallo e Marco Perduca, dell’Associazione Luca Coscioni e presidenti dei due Comitati promotori, «sempre più convinti che la parola debba passare al popolo sovrano». Perché, spiegano, è ormai evidente la «mancanza di assunzione di chiare responsabilità politiche».

«Infatti, la sentenza 242/2019 della Consulta (Cappato/DjFabo) ha stabilito le condizioni per cui non debba essere punito il suicidio assistito e ha invitato il Parlamento a normare sul tema. A oltre due anni da quella decisione, però, il testo incardinato alla Camera non ha un calendario certo per la sua adozione, né affronta le condotte al centro del referendum eutanasia legale». Inoltre, «la VI Conferenza nazionale sulle droghe del novembre scorso ha, tra le altre cose, raccomandato la revisione degli articoli 73 e 75 del T.u. sulle droghe 309/90 – gli stessi articoli toccati dal referendum cannabis – per favorire la depenalizzazione di condotte oggi ancora fortemente punite».




Fonte: Ilmanifesto.it