Maggio 6, 2022
Da Filomena *filo* Sottile
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Era il 7 maggio
giorno delle elezioni
e i primi risultati
giungan dalle prigioni

Mi sarebbe piaciuto uscire oggi con un lungo post di considerazioni politiche ad ampio spettro. Me ne manca il tempo e le energie. Resto nella mia zona di comfort e me la cavo con due cover registrate al volo con la consueta approssimazione.


La prima è La ballata di Franco Serantini. Oggi cadono i cinquant’anni di quell’omicidio. La storia è esemplare: una contestazione al comizio del missino Beppe Niccolai viene repressa dalla polizia con la consueta brutalità che accompagna in Italia le rivendicazioni di giustizia dal basso. La celere arresta e pesta a sangue un ventenne, Franco. Pare il ritratto della vittima predestinata, orfano, senza famiglia, con una storia di istituzionalizzazione nelle strutture in cui lo stato chiude le persone che sollevano problemi a cui questo ordinamento sociale non sa rispondere.
Il testo è del Canzoniere del proletariato e viene cantato sulle note di Le ultime ore e la decapitazione di Caserio. Fra i canti che ricordano quel tragico episodio del 1972, questo è il mio preferito. Ecco un piccolo compendio delle ragioni di questa predilezione:

  • L’immagine suggerita dai versi iniziali è potentissima e rivelatrice. Qualsiasi velleità democratica va letta alla luce dell’esistenza del carcere: analizzando la tipologia di persone che vi sono chiuse, delle condizioni in cui ci sopravvivono e delle modalità in cui talvolta ci muoiono. Penso a Dana, liberata in questi giorni. Alle ragioni tutte politiche della sua carcerazione e a quelle imbarazzanti del suo rilascio. Penso alle persone migranti nei CIE, a quelle recluse per reati legati alla clandestinità, alle sostanze stupefacenti, alla sperequazione sociale ed economica. Il carcere si mostra una risposta inadeguata e rivela le mancanze di questa società anche quando punisce stupri, femminicidi, abusi misogini e violenze omolesbobitransfobiche. I risultati di ogni competizione elettorale, da che conosco La ballata di Franco Serantini, li leggo ogni volta scolpiti sulle mura delle carceri. La situazione non migliora quando i governi non sono nemmeno eletti.
  • È solo un orfano/fallo sparir/nessuno a chiederlo/potrà venir. La famiglia mononucleare, “tradizionale”, “naturale” è la cellula minima della società eterocispatriarcale. Ogni altro legame viene sabotato, scoraggiato, stigmatizzato. Il sistema economico è feroce: siamo individui, “ognun per sé e dio per tutti”. Solo che se dio è rappresentato dal profitto e/o da quel pugno di valori che inchiodano le persone in un scala gerarchica razzista, sessista, abilista, classista, antropocentrica diventa chiaro che quel “tutti” significa una ristrettissima percentuale degli esseri che popolano il pianeta.
  • Ma invece è andata male/stronzi vi siete illusi/perché al suo funerale/tremila pugni chiusi. Gli aggregati sociali a cui diamo forma, che vogliamo rinsaldare, la “sodal catena” in cui ci riconosciamo, nella quale ci prendiamo cura delle nostre vite è allo stesso tempo un fiore della lotta e la cellula minima di quella confederazione di assemblee composta da viventi, fantasmi, memorie, istanze, aneliti e desideri del mondo liberato, interrelato e co-responsabile che immaginiamo.

(di questo canto trovo particolarmente suggestiva la versione arrangiata da Daniele Sepe)

La seconda cover è la rielaborazione di un pezzo di Ricky Gianco e Gianfranco Manfredi. Le prigioni politiche dalle quali liberarsi sono molte di più di quelle qui citate, ma nessuna è superflua.

Nella mia versione ho tagliato le due strofe iniziali, quelle in cui vengono elencati i nomi di persone recluse implicate nelle lotte sociali di allora. Ho agito d’istinto, per svincolare le parole successive dal clima di quegli anni. Invece, nel solco del suono di quel decennio, benché si tratti di una registrazione estemporanea, mi sono presa il lusso di sovraincidere una traccia di organetto Bontempi. Straight from seventies. (Quest’ultima affermazione potrebbe avere qualche strato di ironia)
in ogni caso, godetevele!

PS: In questi giorni al CSOA Gabrio di Torino si parla proprio di carcere e liberazioni. Qui il programma.

AAA
In queste settimane sto ricevendo moltissime proposte per presentazioni e spettacoli. Ne sono onorata e, aggiungo, sono molto grata per la fiducia e l’attenzione a chi si prende la briga di scrivermi e telefonarmi: grazie tuttx. Tuttavia…
Tuttavia intorno a me, intorno a noi, c’è il neoliberismo e la sua ferocia. Io sono sfatta, non ci sto dentro, non ci sto dietro e ho bisogno di un po’ di tempo per ricaricarmi, riposare, leggere, scrivere, studiare, stare con le persone che amo e con le quali collettivamente ragiono. Incidentalmente, come tantx di noi, nel frattempo, devo continuare a guadagnare il denaro che mi serve per vivere. (Anche quest’ultima affermazione potrebbe avere qualche strato di ironia). Per evitare il burn out (l’anno scorso mi sono trovata nelle stesse acque) devo rallentare, ho preso la seguente risoluzione: onoro le date che ho preso per maggio e giugno e poi mi metto in pausa fino a settembre. Grazie per la comprensione. Riprogrammiamo presto.

Le prossime uscite:

  • 12 maggio 2022, Molo di Lilith, Torino. Presentazione di Le conseguenze del ritorno (Alegre, 2021) di Luca Giunti con l’autore e Alpinismo Molotov
  • 19 maggio 2022, Norabook & Coffee, Torino. Presentazione di Tute, traumi, traditori di classi di D. Hunter con l’autore, Alberto Prunetti e Giusi Palomba
  • 20 maggio 2022, con Collettiva Matsukake, luogo da definirsi, Bologna. Presentazione di Senza titolo di viaggio + Il decoro illustrato
  • 21 maggio 2022, Spazio sociale Anna Campbell, Pesaro. Presentazione di Senza titolo di viaggio + La punk spiegata alla nonna
  • 22 maggio 2022, CSA Sisma, Macerata. Presentazione di Senza titolo di viaggio
  • 26 maggio 2022, Molo di Lilith, Torino. Gertrude contro tutti. Litania di urlacci e requisitorie cantate contro il progetto di dio, lo stato di natura, la buona fede di amleto e altre cose date per scontate, prima apertura delle porte dell’officina teatrale
  • 27 maggio 2022, Jaqulè @Teatro Bossatis, Volvera (TO), Mostre & fiere
  • 16 giugno 2022, Collettivo Sista, luogo da definirsi, Roma. Presentazione di Senza titolo di viaggio + Mostre & Fiere
  • 17 giugno 2022, Festa di compleanno di Re:Common, Parco Schuster, Roma
  • 18 giugno 2022, luogo da definirsi, Napoli, Presentazione di Senza titolo di viaggio
  • 26 giugno 2022, Gertrude contro tutti. Litania di urlacci e requisitorie cantate contro il progetto di dio, lo stato di natura, la buona fede di amleto e altre cose date per scontate, seconda apertura delle porte dell’officina teatrale

Ci incontriamo per le strade.




Fonte: Filosottile.noblogs.org