Gennaio 14, 2022
Da Il Manifesto
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Il panorama degli studi su cinema e donne, che era abbastanza lacunoso in Italia, si è recentemente arricchito, grazie anche a ricognizioni come quella di FAScinA, all’impegno di studiose e all’opera di festival, associazioni e cineteche. Il Forum di Sassari è accompagnato dalle preziose anticipazioni sulla rivista Arabeschi (diretta da Stefania Rimini e Maria Rizzarelli) nella sezione Smarginature, «in cui parole e immagini raccontano percorsi e pratiche di artiste spesso rimaste in ombra, che emergono nella loro pregnanza grazie a uno sguardo che non si accontenta di riportarle alla luce ma ne indaga la postura e le relazioni verso il sé e verso il mondo».

Dopo la pubblicazione degli Atti della prima edizione (Cinema e scritture femminili: letterate italiane fra la pagina e lo schermo, a cura di Lucia Cardone e Sara Filippelli, Iacobelli, Roma 2011), il Forum ha avviato una collana (ETS, Pisa, due sorelle editrici) legata al convegno ma aperta anche ad apporti scaturiti da ricerche specifiche: è il caso del volume di Giulia Simi Corpi in rivolta. Maria Klonaris e Katerina Thomadaki tra cinema espanso e femminismo (2019), dedicato a due importanti artiste che hanno lavorato pionieristicamente sulle metamorfosi non innocenti del corpo e sulle non innocue rappresentazioni scientifiche e cliniche della diversità, in dialogo con l’arte. O come il volume di Luisa Cutzu, Gabriella Rosaleva. Cineasta del passato-futuro (2019), che ripercorre l’itinerario della filmmaker.

A queste monografie si aggiungono i volumi sulle annuali edizioni. Come Filmare il femminismo. Studi sulle donne nel cinema e nei media, il primo della collana (2015), curato da Cardone e Filippelli, contributi sulle donne fautrici di immagini ma anche sull’immagine delle donne, nel cinema e fra i media e le arti. Temi su cinema e femminismo che nelle successive pubblicazioni si rincorreranno, creando assonanze e approfondimenti. Quello stesso anno un numero dei «Quaderni del CSCI, rivista annuale di cinema italiano» diretta da Daniela Aronica, è stato dedicato a Storie in divenire: le donne del cinema italiano.

Il Quaderno, curato da Lucia Cardone, Cristina Jandelli, Chiara Tognolotti, percorre con un foltissimo numero di contributi figure del cinema e del video delle donne, non solo nei ruoli più riconosciuti ma anche come pioniere e organizzatrici culturali e nei mestieri meno in luce: schede, notizie, ricognizioni. Poi, tornando alla collana di FAScinA, Imperfezioni. Studi sulle donne nel cinema e nei media (a cura di Cardone e Tognolotti), 2016; Essere (almeno) due, a cura di Giovanna Maina e Chiara Tognolotti (2018); Cenerentola, Galatea e Pigmalione. Raccontare il divismo femminile nel cinema tra fiaba e mito, a cura di Chiara Tognolotti (2021); l’e-book Le sperimentali. Cinema, videoarte e nuovi media nella prospettiva internazionale dagli anni Venti a oggi, a cura di Elena Marcheschi e Giulia Simi (2021).

Queste due studiose sono fra le curatrici, con Sarah Keller, anche del numero 34 della rivista «Cinéma&CIE. International Film Studies Journal», intitolato Experimental Women. Mapping Cinema and Video Practices from the Post-War Period up to Present (primavera 2020). Un’ampia ricognizione (testi in inglese) in cui ricerche internazionali e italiane (Ivelise Perniola, Anita Trivelli) percorrono temi e figure tracciando genealogie, analizzando l’opera di figure come Marguerite Duras, Marie Menken, Ana Mendieta, Yvonne Rainer, Carolee Schneemann, e trovando il filo della sperimentazione in cineaste, anche italiane, fino all’oggi, illuminando l’apporto di un cinema meno noto.

Di cinema e video delle donne si occupano anche studiose di arte contemporanea: è recentemente uscito, a cura di Lara Conte e Francesca Gallo, Artiste italiane e immagini in movimento. Identità, sguardi, rappresentazioni, Mimesis, Milano-Udine 2021. Ed è di questi giorni l’uscita di CINEma oltre. Donne e pratiche audiovisive in Italia, a cura di Cardone, Marcheschi e Simi, Postmedia Books. Le esplorazioni continuano.




Fonte: Ilmanifesto.it