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Oggi, come ogni anno, si celebra la ricorrenza della festa delle forze armate. Evento che glorifica le imprese militari della Prima Guerra Mondiale, conflitto che portĂČ 680. 000 morti e due milioni tra feriti, mutilati e prigionieri. Nonostante l’emergenza sanitaria in cui siamo attualmente immersi, l’esercito continua ad essere fonte di investimenti e speculazioni da parte dello stato. Pensiamo sia davvero assurdo che vi sia un imponente stanziamento economico dai fondi pubblici per l’apparato militare, come ad esempio per i famosi F-35 che vantano 13 miliardi di euro di spesa. Vogliamo poi riflettere sull’uso dei militari in giro per le cittĂ  con il progetto “Strade Sicure”? Cosa c’ù di sicuro nel vedere gente armata che gira in assetto da guerra come se fossimo in pieno conflitto? Ma forse Ăš proprio per questo. Siamo veramente in un conflitto, uno scontro che nasce dal sistema di potere odierno, il capitalismo. Che crea giorno dopo giorno sempre piĂč ingiustizie e disuguaglianze. Proprio per questo motivo probabilmente chi ci governa ha molto a cuore la propria difesa. Un regime sociale come questo usa la repressione del dissenso e il controllo sociale come strumenti principali per vivere ed evitare di essere respinto dal popolo di cui sfrutta le esistenze. Invece di avere sempre piĂč reparti di soldati armati e tecnologie militari all’avanguardia, bisognerebbe ricostruire un senso vero di sicurezza sociale. La sicurezza che amiamo noi Ăš quella di poter vivere dignitosamente, tutti e tutte, senza distinzioni alcune. La sicurezza di investire sulla ricerca medica e non quella militare. La sicurezza di assumere medici e infermieri e non generali e sottoposti. La sicurezza di vedere per le strade presidi medici e non militari. La sicurezza di poter diffondere salute e benessere fra la gente e non morte e sopraffazione. In piena diffusione del Covid-19 assistiamo ad un’evidente situazione di difficoltĂ  del sistema sanitario nazionale, dovuto a decenni di tagli ai fondi ad esso destinati. Nemmeno davanti ad una crisi come questa il governo Ăš riuscito ad invertire la rotta, il profitto dei pochi Ăš sempre e comunque avanti al benessere e alla salute della collettivitĂ . A peggiorare questo quadro sociale davvero vergognoso vi sono poi le misure da regime militare a cui siamo costretti ormai da inizio anno. Che si parli di lockdown, coprifuoco, divieti di spostamento o quant’altro, si parla sempre di strumenti di repressione sociale. La salute collettiva non puĂČ passare a nostro avviso dall’applicazione di metodi militari. In questa seconda ondata, attesa e giĂ  prevista, del Covid-19 non si poteva arrivare meglio preparati? PerchĂš non spostare i soldi destinati alle spese militari verso la costruzione di nuove strutture ospedaliere e l’assunzione di piĂč personale medico? Il bisogno di imporre regole cosĂŹ stringenti per la tutela della gente passa, secondo noi, dalla diseducazione sociale in cui siamo inseriti. Per controllare un popolo il governo necessitĂ  di ignoranza: un popolo ignorante ha bisogno a sua volta di metodi drastici per far si che, in casi emergenziali, semplici regole di tutela collettiva vengano rispettate. Se l’educazione non fosse all’obbedienza, ma alla coscienza e alla consapevolezza del vivere comunitario, probabilmente non vi sarebbe bisogno di diktat di questo tipo, ma lĂŹ allora crollerebbe il senso stesso di vita dei poteri oggi costituiti. Non c’ù individuo nato ed educato libero che, presa coscienza del proprio essere, possa sottostare favorevolmente ad alcun potere.
Questa nostra analisi con brevi spunti di riflessione vuol dare eco all’assurdità del sistema a cui siamo costretti. E mentre c’ù chi rende onore ai generali e ai condottieri militari, noi siamo vicini agli ultimi, a chi soffre ogni giorno vittima delle vigliacche ingiustizie che lo stato, i partiti le multinazionali, le lobby e tutte le istituzioni di potere odierne creano per la loro vile egemonia.
Al fianco di tutti gli sfruttati e gli oppressi!
Basta spese militari, aboliamo tutti gli eserciti e gli stati, fermiamo il capitalismo!
Spazio anarchico Stella Nera (Modena)
Comune libertaria Gatta Nera (Carpi)



Fonte: Stellanera.noblogs.org