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Nel corso dell’iniziativa, promossa dalla Rete delle lotte ambientali bolognesi, un’attivista si è rasata i capelli a zero “per manifestare solidarietà ed empatia alle persone che negli ultimi anni hanno contratto tumori e altre malattie a causa della pessima qualità dell’aria”.

26 Luglio 2021 – 15:40

“Chiediamo con urgenza il monitoraggio continuo degli inquinanti lungo il Passante, dovuto da 21 anni e mai realizzato, e un’indagine epidemiologica sullo stato di salute della popolazione residente, da completare prima di dare il via all’assurdo progetto di potenziamento di un’autostrada in mezzo alla città”. Così la Rete delle lotte ambientali bolognesi, protagonista di un flash mob che si è svolto oggi davanti al Comune “per manifestare solidarietà ed empatia alle persone che negli ultimi anni hanno contratto tumori e altre malattie a causa della pessima qualità dell’aria causata dal Passante di mezzo”. Tramite questa iniziativa “chiediamo con urgenza il monitoraggio continuo degli inquinanti lungo il Passante, dovuto da 21 anni e mai realizzato, e un’indagine epidemiologica sullo stato di salute della popolazione residente, da completare prima di dare il via all’assurdo progetto di potenziamento di un’autostrada in mezzo alla città. Le stesse richieste sono ribadite nella petizione lanciata dalla rete civica Aria Pesa assieme ad altri soggetti della Rete delle lotte ambientali di Bologna. È un diritto di tutte e tutti conoscere la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Vogliamo sapere con precisione quanto inquina il Passante di Mezzo e quanti ricoveri, malattie e morti premature ha causato negli ultimi dieci anni. Vogliamo saperlo subito e a prescindere dall’esito del progetto di potenziamento, che continuiamo a considerare una scelta pessima e miope, specialmente da parte di istituzioni che hanno dichiarato l’emergenza climatica ed ecologica. Se Comune e Regione dovessero insistere a negare il diritto di avere queste informazioni, sarebbe evidente quanto per loro la salute delle cittadine e dei cittadini bolognesi sia sacrificabile a interessi economici”.

Nel corso del flash mob, un’attivista della Rete delle lotte ambientali si è fatta rasare i capelli a zero: “Un gesto forte e non violento in segno di vicinanza alle donne e agli uomini che subiscono sui loro corpi gli effetti dell’inquinamento”. Dall’intervento dell’attivista, riportato sui social dall’associazione Salvaiciclisti: “Oggi mi taglio i capelli a zero come atto di protesta e di solidarietà nei confronti di coloro che non sono più tra noi o che si sono ammalati per cause che un’intera platea di istituzioni non ha la volontà di indagare. Sono qui a chiedere di tutelare la salute di tutte e tutti e che sia chiaro non a consegnare lo scalpo in segno di resa. La solidarietà che provo a mostrare oggi è attraverso un gesto di lotta verso ciò che è ingiusto”.




Fonte: Zic.it