Novembre 24, 2020
Da Radio Blackout
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Sabato scorso ventimila persone hanno preso parte alla manifestazione contro la legge di “Sicurezza Globale” voluta da Macron. I due ingressi alla piazza sono stati blindati dalla polizia che permetteva l’ingresso solo dopo aver controllato i documenti.
Quando, al termine degli interventi, la polizia ha deciso di disperdere la manifestazione, alcuni sono fuggiti nella metropolitana, che è stata invasa dal fumo dei lacrimogeni sparati in strada. Un gruppo ha tentato di muoversi in corteo lungo boulevard S. Germain ma è stato violentemente bloccato dalla polizia, che ha usato, oltre ai gas anche gli idranti. In un video diffuso su internet si vede un giornalista di “Le Média” violentemente strattonato, trascinato via e manganellato nonostante si trovasse in un gruppo di persone che si identificano chiaramente come giornalisti che stavano documentando il corteo.
In questi mesi numerosi giornalisti ed mediattivisti sono finiti nella lista nera dei tutori dell’ordine costituito ed hanno subito minacce ed intimidazioni.
Link al video:
https://fb.watch/1VUYocwQxb/
Queste immagini, se passasse la nuova legge di sicurezza, non potrete più vederle sui social media, perché l’articolo 24 prevede il divieto di pubblicazione di foto e video che documentano le azioni di polizia in piazza. Cariche, violenze su manifestanti a terra, utilizzo “improprio” di gas urticanti e lacrimogeni potranno essere fotografati e filmati ma non diffusi in tempo reale. La conseguenza è che i media avranno il monopolio della comunicazione.
La pubblicazione sui social di riprese che mostrino i poliziotti in azione costerà fino a un anno di carcere e 45mila euro di multa.

L’articolo 24 è solo uno dei tasselli di un mosaico repressivo molto più ampio ed invasivo: l’articolo 20 aumenta la videosorveglianza, il 21 legalizza il ricorso ai droni per controllare l’ordine pubblico, moltiplica le video-camere nello spazio pubblico. La polizia potrà utilizzare le tecniche di riconoscimento facciale, inviando in tempo reale le immagini ai commissariati, per effettuare fermi preventivi o arresti in tempo reale.
Macron teme che la crisi pandemica inneschi una insorgenza sociale diffusa e si sta attrezzando per farvi fronte, tutelando la polizia e offrendole nuovi strumenti di controllo.
La risposta del governo alla crisi sociale sarà di carattere squisitamente disciplinare.
Ne sanno qualcosa gli studenti dei licei parigini che hanno provato ad occupare i loro istituti ed a bloccare la didattica contro classi pollaio e assenza di tutela sanitaria: la loro protesta è stata stroncata a suon di manganellate.

Ne abbiamo parlato con Gianni Carrozza, di radio Paris Plurielle, dove conduce “vive la sociale!”.

Ascolta la diretta:


2020 11 francia carrozza




Fonte: Radioblackout.org