Dicembre 1, 2020
Da Radio Blackout
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Sabato 27 novembre, in tutta la Francia, centinaia di migliaia di persone hanno dato vita alla Marcia per la Libertà contro la Legge di Sicurezza Globale.
A Parigi almeno centomila persone hanno preso parte ad un presidio subito debordato in corteo da Place de La Repubblique a Place de la Nation, dove si sono stati anche scontri con la polizia, auto e banche danneggiate e un poliziotto che, rimasto indietro dopo una caduta, si è guadagnato un po’ di botte dai manifestanti.
I media hanno concentrato la loro attenzione soprattutto sugli scontri finali, per cercare di rendere opachi gli aspetti più rilevanti di manifestazione, la cui imponenza non si vedeva da anni a Parigi. Sabato era il primo giorno di allentamento delle misure di imposte dal governo per l’epidemia di Covid ma l’attenuazione del confinamento è consistita solo nella concessione di tre anziché un’ora di movimento fuori casa.
Nonostante il contesto non favorevole, una marea di persone ha investito il centro cittadino e minaccia di travolgere la legge di sicurezza globale.
È stata una manifestazione viva, reattiva, piena di cartelli autoprodotti con tante persone giovani, senza grandi impianti di amplificazione, ma con una grande forza comunicativa.
La legge sulla “sicurezza globale” è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti repressivi messi in campo negli ultimi mesi.
In agosto il governo ha deciso di mettere sotto controllo tutte le attività connesse all’ambiente e alla salute, spostandone le competenze al ministero dell’interno. Il ministro di polizia che si occupa di sanità ed ambiente è il segno della volontà di repressione preventiva di ogni protesta.
La legge di programmazione universitaria criminalizza ogni forma di occupazione e interruzione dei corsi, cui gli studenti hanno risposto con una manifestazione svoltasi nel pieno del periodo di confinamento più restrittivo.

Per approfondimenti sulla legge di si sicurezza globale rimandiamo alla diretta della scorsa settimana su Blackout: https://radioblackout.org/2020/11/francia-in-piazza-contro-la-legge-di-sicurezza-globale/

Ad alimentare l’indignazione verso un provvedimento concepito per coprire le violenze della polizia hanno contribuito tre episodi, finiti sotto il riflettore dei media.
Lo sgombero dell’accampamento di migranti in Place de La République, il violentissimo pestaggio del produttore musicale afro-discendente Michel Zecler nel 17esimo arrondissement, i filmati di un aggressione poliziesca di agosto, la cui diffusione ha smentito il rapporto della polizia. Da un lato ri-emerge all’attenzione pubblica la normalità delle violenze razziste della polizia, dall’altro la natura strutturale e non occasionale di soprusi, pestaggi, insulti da parte delle forze dell’ordine in Francia.
I 4 poliziotti coinvolti nel pestaggio razzista a Parigi sono stati messi sotto inchiesta e due di loro sono finiti in carcere. Sono accusati di “violenza intenzionale da parte di autorità pubblica” per i 20 minuti di botte a Michael Zecler, che tutti hanno potuto vedere, perché ripresi dalle telecamere dello studio del produttore.
I 4 sono stati incastrati dalle riprese interne dello studio, nelle quali sono documentati gli interminabili minuti del pestaggio, insieme alle parole come “sporco negro” e un lacrimogeno fatto esplodere all’interno dell’ufficio. L’aggressione sarebbe partita dalla mera supposizione che Michel non indossasse la mascherina. Gli agenti si sono poi inventati una storia su una presunta reazione violenta del produttore, smentita poi dai filmati.
Guarda il video e una breve intervista a Zacler: https://www.youtube.com/watch?v=W7ROH0-c3Bs&bpctr=1606808261
Se la “sicurezza globale” diverrà legge chi pubblicasse immagini simili su blog o social rischierebbe la galera e le immagini verrebbero immediatamente rimosse.
Dalle ultime notizie circolate sui media pare che, dopo la marea che ha investito le principali città francesi, il presidente Macron abbia deciso di rivedere l’articolo 24. Impossibile valutare sino a che punto, perché parrebbe che siamo di fronte ad una sorta di gioco delle tre carte, in cui i contenuti dell’articolo 24 sarebbero spostati, dopo essere stati rivestiti a nuovo, nell’articolo 25.
Un fatto è però certo: il tentativo di dare mano libera alla polizia in vista delle possibili insorgenze sociali scaturite dalla crisi pandemica si sta rivelando un boomerang per Macron.
Ne abbiamo parlato con Gianni Carrozza di radio Paris Plurielle, dove conduce “vive la sociale!”

Ascolta la diretta:


2020 12 01 francia carrozza 27 nov




Fonte: Radioblackout.org