Giugno 22, 2021
Da Attaque
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Ad inizio giugno si teneva a Bar-le-Duc il processo per associazione per delinquere contro 7 persone. Un processo contro degli oppositori al progetto di sotterrare delle scorie nucleari a Bure, nel dipartimento della Meuse. Per lo Stato, la posta in gioco è chiara: provare a schiacciare, a qualunque costo, ogni resistenza al progetto di discarica nucleare di Bure, uno degli anelli mancanti della catena nucleare francese ed europea.

Venduto come un’energia pulita, il nucleare è il contrario. Dall’estrazione dell’uranio all’interramento delle scorie, tutto è disastro sociale ed ecologico. Come quello che ci promette la società del “tutto digitale”. Che ci imporrà una sempre maggiore produzione di energia elettrica, una domanda che aumenterà nel futuro e che dovrà passare per il nucleare. La posta in gioco geopolitica del digitale ricorda quella che fu brandita per il nucleare: poco importa il rifiuto di massa che si trovano davanti, i danni o i rischi, la Stato si è lanciato nella sua corsa assurda.

Allora, quando l’Andra [l’Ente nazionale per la gestion dei rifiuti radioattivi; NdT] vuole imporsi in un territorio, tutti i decisori pubblici sono coinvolti, per far tacere l’opposizione alla loro corsa produttivista: scambi di terre, vendite di foreste, sovvenzioni di migliaia di euro ai dipartimenti della Meuse e della Haute-Marne.

Fin dall’inizio, in zona c’é stata una resistenza. Prima associativa, poi autonoma, a partire dal 2015, questa resistenza impedisce all’Andra di fare quello che vuole. Ci sembra importante accentuare la lotta in corso, perche quest’anno è decisivo: esso segna la fine dell’indagine di utilità pubblica del progetto, che potrebbe andare a monte se tale utilità fosse effettivamente rimessa in causa.

Per queste ragioni e per molte altre, nella notte fra venerdì 11 e sabato 12 giugno, abbiamo preso di mira i seguenti attori ed infrastrutture:

– a Nancy, nell’edificio che ospita la Camera dell’agricultura della regione, la SAFER [Société d’aménagement foncier et d’établissement rural – si occupa del miglioramento delle strutture fondiarie e forestali ; NdT] e gli uffici dell’assicurazione Groupama, parte civile nel processo di Bar-le-Duc, una buona decina di vetri sono stati infranti e sulla facciata è stata fatta la scritta “Fotti il nucleare”.

– A Bar-le-Duc, sono stati presi di mira i vetri del locale della SAFER ed è stata lasciata una scritta: “Bure zona libera”.

– Fra i paesini di Ligny-en-Barrois e di Tréveray, la linea ferroviaria oggi ancora in disuso, ma che la SNCF [la Trenitalia francese; NdT] vuole rimettere in servizio per collegare Cigeo alla rete ferroviaria nazionale, attraverso la stazione di Nançois-Tronville, è stata danneggiata in diversi punti, utilizzando un crick d’automobile.

Affinchè questo progetto non veda mai la luce del giorno, perché non vogliamo un sistema che distrugge sempre di più, continuiamo a colpire le istituzioni, le imprese e le infrastrutture che aiutano l’Andra ad impiantarsi a Bure. Siamo ancora in tempo!

Sentitamente,

B.O.R.I.S.

[Traduzione: Il Rovescio]

[en français]




Fonte: Attaque.noblogs.org