Ottobre 4, 2022
Da Radio Blackout
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Il giardino di Kiev “Oasi della Pace” è il luogo prescelto dagli attivisti italiani della Carovana #Stopthewarnow per lanciare con i pacifisti ucraini un appello ai governi UE perché riconoscano lo status di rifugiato agli obiettori, ai disertori e ai renitenti alla leva militare di Ucraina, Russia e Bielorussia.
Un appello simile, ma indirizzato agli antimilitaristi, è stato lanciato dal gruppo “Assemblea” di Kharkiv.
Prima della guerra c’erano circa cinquemila richieste per il servizio civile alternativo al militare. Il governo ha cancellato la legge, peraltro molto restrittiva, poiché riconosceva l’obiezione di coscienza solo a chi avesse motivazioni religiose.
I fascisti minacciano ed attaccano gli obiettori, per questa ragione molti giovani preferiscono nascondersi o provare a scappare, bucando i confini.
Tra gli obiettivi della Carovana vi è quindi l’apertura di corridoi umanitari e la possibilità per chi rifiuta la guerra ed il militarismo di allontanare dal proprio paese. Nei colloqui informali con alcuni di questi ragazzi emerge che tra di loro vi è la salda convinzione che la guerra sia una macelleria fratricida e nazionalista Dall’inizio della guerra ci sono state altre tre carovane umanitarie che hanno portato aiuti e consentito l’evacuazione di oltre 300 rifugiati. Questa volta c’è stato un salto di qualità in cui si sono poste le basi di un’opposizione concreta alla guerra. La voce degli obiettori, spaventati e perseguitati, è purtroppo ancora fragile, mentre tanta parte della “società civile”, pure impegnata nella solidarietà, mantiene un approccio molto vicino al muro nazionalista governativo.
Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo, appena tornato dalla Carovana in Ucraina

Ascolta la diretta:





Fonte: Radioblackout.org