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Tra chi vive in strada “c’è molta voglia di riscatto. Ci sono ragazzi che lavorano ogni notte all’interporto. Sono i working poors della nostra città”, scrivono le Staffette Solidali diffondendo un video girato insieme ad alcune delle persone senza dimora incontrate negli ultimi due anni.

26 Gennaio 2022 – 11:58

Per le strade di Bologna, “tra quelle 89 persone che ancora sono escluse dal Piano freddo, c’è molta voglia di riscatto. Ci sono ragazzi che lavorano ogni notte all’interporto. Sono i working poors della nostra città, altro che irriducibili”. Le Staffette Solidali replicano così al recente sopralluogo notturno effettuato e raccontato dal sindaco Matteo Lepore. Scrivono le Steffette Solidali: “Un paio di settimane fa il primo cittadino di Bologna ha dimostrato il suo interesse nel conoscere più da vicino la situazione delle persone senza dimora che abitano le strade della nostra città facendo un giro di notte e girando anche un video. Dobbiamo però constatare che la narrazione emersa il giorno dopo la pubblicazione di quelle immagini ci trova in completo disaccordo. Così come (e soprattutto) trova in disaccordo le persone che in strada ci vivono: persone che, come Staffette Solidali, abbiamo conosciuto e incontrato ogni settimana negli ultimi due anni e con le quali co-gestiamo e frequentiamo ogni giorno lo Spazio diurno di Làbas. Per questo motivo abbiamo pensato di girare insieme a loro un video di risposta”, pubblicato sulle pagine Facebook di Làbas e del Laboratorio salute popolare. Un video che “smonti il racconto colpevolizzante che vuole ridurre storie complesse e diversissime tra loro a meri ‘irriducibili’. Questa vuole essere una restituzione autentica e reale dell’esperienza delle persone senza dimora”, sottolineano le Staffette Solidali, affermando che “i bisogni di questə nostrə compagnə andrebbero indagati e le risposte della ‘città più progressista d’Italia’ dovrebbero basarsi su richieste reali”.




Fonte: Zic.it