Giugno 15, 2021
Da Radio Blackout
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Le relazioni con la Cina sono state uno degli argomenti chiave del G7 appena conclusosi in Cornovaglia. Il rapporto finale è un compromesso tra la posizione più dura degli Stati Uniti e quella più sfumata degli europei.
I Governi dei sette stati più potenti non potevano mancare di tirare le orecchie alla Cina per la durissima repressione contro gli uiguri, minoranza musulmana del Sinkiang, sotto posta ad una durissima repressione da anni.
Va da se che la salvaguardia dei diritti umani richiesta con tanta forza alla Cina, assume contorni decisamente più sfumati quando in ballo ci sono gli interessi dei G7. Basti pensare a Guantanamo, alla guerra ai migranti in mare e sui monti,
Va da se che gli uiguri o le accuse sul Covid 19 sono solo specchietti per le allodole.
La partita vera è sul piano economico e, in prospettiva, anche militare. Sebbene gli Stati Uniti siano ancora il paese che più spende in armamenti e missioni all’estero, da anni le imprese militari dall’Iraq all’Afganistan si sono rivelate dei disastri per Washington. La Cina, in questi anni, ha più che quadruplicato il proprio investimento militare, dotandosi di una flotta e di armi più moderne e micidiali.
La Cina, già forza economica di prima grandezza, si sta candidando al ruolo di potenza planetaria in un mondo sempre più multipolare.
Per capirne di più ne abbiamo parlato con Stefano Capello

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Fonte: Radioblackout.org