Dicembre 21, 2021
Da Il Manifesto
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Emersi quasi silenziosamente dal magma del progressive britannico, i Genesis, più che risaltare per il virtuosismo di un uno o più strumenti, creano un equilibrio singolare di flauto, mellotron, percussioni, tastiere, chitarre a 12 corde e quant’altro, dando vita a un incedere sognante con cambi di tempo, eruzioni improvvise, paesaggi sonori cangianti. Il tutto è misurato, quasi sottotono. Le liriche introspettive e oscure, in gran parte del cantante Peter Gabriel, devono la loro ispirazione tanto alla letteratura fiabesca anglo-nordica. Emerge inoltre una satira dell’ «inglesità» dal sapore kinksiano, soprattutto in Nursery Crime (1971), che definisce la musica del gruppo dopo l’abbandono del chitarrista Anthony Phillips, fino ad allora de facto il leader, e l’arrivo di Steve Hackett alla chitarra e di Phil Collins alla batteria, e in Selling England By The Pound (’73), che dopo la perfezione raggiunta da Foxtrot l’anno precedente, si avventura in un contesto forse più convenzionale, ma anche più impetuosamente musicale.

INTANTO i Genesis stanno riscuotendo successo in tutta Europa, con concerti in cui esibiscono una sorta di teatro fiabesco di cui Peter Gabriel, truccato e vestito con costumi surreali, è protagonista. Egli è percepito sempre più dal pubblico come leader e demiurgo della band; ma i Genesis sono una formazione in cui tutti contribuiscono, anche con ruoli primari, alla composizione e all’interpretazione. La frattura emerge nel successivo doppio lp The Lamb Lies Down On Broadway (’74). Si tratta di un concept percorso dal sogno strindberghiano di redenzione dell’emarginato portoricano Rael, dai testi quasi interamente scritti da Gabriel, che già al tempo della sua realizzazione ha deciso di lasciare il gruppo. La band prosegue con Collins al canto e, contro ogni pronostico va, in termini commerciali, di successo in successo. Se in A Trick Of The Tail e Wind & Wuthering i Genesis cercano ancora un equilibrio tra l’emotività tempestosa di Selling England By The Pound e uno stile più fruibile, in …And Then There Were Three... (che vede la fuoriuscita di Hackett) domina il pop. Duke (’80), segna l’abbandono anche delle ultime vestigia del sound del passato, esibendo un pop tecnocratico alla Rush.
The Last Domino? è il nome di un doppio cd, o quadruplo vinile antologico che copre l’intera carriera della formazione, e del reunion tour che i Genesis stanno intraprendendo in Europa e e negli USA, in cui purtroppo Phil Collins non può suonare la batteria per motivi di salute e, sostituito da figlio Nic, canta soltanto.




Fonte: Ilmanifesto.it