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Genova, luglio 2001: per non dimenticare. Un ragazzo di 23 anni ucciso dai carabinieri, 93 persone pestate e arrestate sulla base di prove false alla scuola Diaz, decine di fermati torturati alla caserma di Bolzaneto in una vera e propria eclissi dei diritti costituzionali democratici, di fatto sospesi. Nel 2001 un grande Movimento nella sua fase nascente è stato criminalizzato; ma le sue idee erano giuste: a Genova si parlava di un prossimo crack della finanza globale, del collasso climatico del Pianeta, delle guerre come frutto naturale del sistema capitalistico, scenari che si sono puntualmente avverati. Giovedì 19 luglio 2001 si muove il primo corteo, quello dei migranti, una autentica esplosione di colori, migliaia di persone venute da decine di Paesi cantano l’uguaglianza e indicano la via dei diritti universali. Quel giorno non ci furono incidenti. Altra storia quella del 20 e del 21 luglio. L’inchiesta di Amnesty International, la più nota organizzazione per la tutela dei diritti umani, sintetizza un anno dopo: “Le giornate del 20 e del 21 luglio sono state contrassegnate da attacchi indiscriminati e gratuiti a manifestanti pacifici. Si tratta della più vasta e cruenta repressione di massa della storia europea recente.” Vent’anni dopo, di quel Movimento eterogeneo è rimasto ben poco. La repressione del potere politico ed economico internazionale ha allontanato dall’impegno sociale per i diritti universali moltissimi giovani e meno giovani. È importante ricordare che da sempre il potere politico ed economico ha risposto al desiderio di emancipazione degli sfruttati con la violenza e il terrorismo, come successe il 12 dicembre del 1969 con la strage di Stato di piazza Fontana e l’omicidio successivo di Pino Pinelli. Da allora altre stragi di Stato hanno insanguinato l’Italia. Molte le vittime, tra i giovani militanti della sinistra, provocate dalla forze del disordine: tra questi ricordiamo Roberto Franceschi e Franco Serantini. Qualcuno, recentemente, ha ricordato in anticipo il G8 di Genova, come i secondini di Santa Maria Capua Vetere, che hanno “rievocato” le torture della Diaz: un fatto non episodico ma costante nelle carceri italiane, come dimostrano le decine di denunce di questi giorni. Il Covid 19 è il virus della globalizzazione che ha accentuato la disparità socio-economica con licenziamenti, sfratti, precarietà diffusa, schiavismo nelle campagne da nord a sud, 1720 morti sul lavoro nel 2020, ad oggi (inizio luglio 2021) sono già 436 i morti sul lavoro di quest’anno. Le spese militari continuano a salire: sono almeno 70 milioni di euro i soldi che lo Stato italiano spreca ogni giorno in questo modo. La Santa Alleanza Stato-Padroni ha ucciso a Biandrate Adil Belakhdim durante lo sciopero della logistica del 18 giugno scorso. Pochi giorni prima, nel Lodigiano, le guardie private al soldo del padronato avevano ferito gravemente un altro lavoratore. I migranti continuano a morire nel nostro Mediterraneo grazie alla condotta della UE. I lavoratori immigrati sono carne da macello da sacrificare al Capitale. Genova G8 esiste ancora oggi nel nostro quotidiano, come un albero di mele tutte marce che è destinato a morire.




Fonte: Zetapoint.org