Gennaio 2, 2022
Da Inferno Urbano
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Riceviamo e diffondiamo:

Testa bassa. Paura. Non gridare e non parlare. Chiusi in casa. Chiusi in stanza. Davanti uno schermo che distolga dalla realtà circostante. Trovare oggetti, passatempi sempre nuovi, che distraggano dal vuoto di un’esistenza di plastica. Guardare un video buffo di noi mentre guardiamo un video. Dilursi in un caleidoscopio che non è più un viaggio di colori e scoperte, ma una gabbia in cui passare ore che ti lasciano più spento di prima. Ti risucchiano nella banalità di tutti i giorni. Ti offrono materiale di cui parlare da un palcoscenico in cui ci sono solo interessi da difendere e ruoli fissi da interpretare. Una rotella che salta, niente di nuovo. Una pratica antica. Un luogo vuoto da tempo. Un luogo come ce ne sono tanti in una città sempre più simile a tutte le altre nel mondo. Città governate sulla base del profitto. Città amministrate creando paure, divisioni e isolamento. Luoghi abbandonati e persone fantasma, nello sbrilluccichio delle luci di natale, che si ammassano nel centro città commerciale. I lustrini di un’opulenza arrogante. Accettare, obbedire, svendersi, svendere gli altri. Voltare lo sguardo da ciò che siamo e da ciò che contribuiamo a creare. Chiudere gli occhi per sempre anche se siamo ancora vivi. Aprire un luogo abbandonato senza concessioni o permessi. Un gesto semplice quasi come mangiare, dormire o respirare. Un gesto che solo una società in cancrena, produttrice e consumatrice di torrenti di disperazione e pillole per la felicità istantanea, può riuscire a far apparire senza senso, inopportuno e sconsigliabile. Per i consigli, grazie, sceglieremo comunque con il nostro cuore e la nostra testa. Per le opportunità ci pensiamo, ma stiamo male in questa civiltà proprio perchè non è il motivo del nostro agire né il metro del nostro giudizio. Per il senso, beh, crediamo sia nascosto e custodito nell’atto stesso, nel desiderio di libertà ed eversione. Anche fosse solo per poche ore, pochi giorni o qualche settimana. Anche se l’interesse di qualche fazione, il prurito di qualche funzionario o lo stato di emergenza di questo periodo vorranno chiudere di nuovo questa porta.

Pazienza, ne apriremo un’altra.

Questa mattina abbiamo ripreso uno dei tanti angoli abbandonati in città. Lo spazio comincia a vivere, siamo in via Bartolomeo Bianco 40, nell’ex sfasciacarrozze di Granarolo:
– dalle 17.30 chiacchierata aperta sul nuovo spazio e su come organizzarci
– a seguire cena benefit prigionieri
porta ciò che vorresti trovare, attrezzi e materiali! porta piatto e gavetta! fai girare la voce!




Fonte: Infernourbano.noblogs.org