Giugno 10, 2021
Da Bu
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Ci riprovo, perché ci penso tanto, perché ci ho pensato tanto e continuo a pensarci…
[Dal vangelo secondo Matteo]
«Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. […] Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.»
[Dalla mia testa]
Allora Pietro gli chiese: “Quanto fa?”. Rispose Gesù: “Abbastanza da ridursi a non potersi più nemmeno difendere, forse a schiattarci”. “Diabolico!”, esclamò Pietro, gli voltò le spalle e se ne andò. Non si videro più per millenni. Si reincontrarono nel 2021, e Pietro disse a Gesù così: «Ti do ragione su un sacco di cose, “non dargli il pesce ma insegnagli a pescare” per esempio, molto bella e giusta, sebbene a volte, se uno sta morendo di fame per esempio… daglielo il pesce, prima d’insegnargli. Ma ti credo e la penso come te, non scherzo, anche su un’altra cosa, credo la più importante: credo davvero che il capro espiatorio, prima di essere capro, era, quando non poteva essere qualche prigioniero di guerra, qualche solitario magari strano ai margini della comunità e con nessuno in grado di vendicarlo, e che senza il “tutti-contro-uno” poi più o meno ritualizzatosi, insomma senza il suo sacrificio perpetrato dalla società le tensioni interne alla stessa determinavano periodiche faide devastanti, a volte fino al “tutti-contro-tutti”: dinamiche che non avrebbero permesso alcuna unità né alcun progresso, perché è vero: facciamo tendenzialmente schifo, siamo competitivi da far schifo, e vanesi vanitosi ecc., ecc., ed entriamo in rivalità anche solo per competitività, anche quando non ci sono ragioni materiali più stringenti. Ti credo: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo”, come hai citato dall’antico testamento. Ma il fatto è che sì, hai cominciato a rivelare il meccanismo ancestrale e sempre attuale del capro espiatorio, hai contribuito in modo determinante a mettere in luce la pratica ancestrale e mai finita del capro espiatorio, René Girard l’ha chiarita ulteriormente, ma al contempo mi sembra tu non li abbia aiutati i più fragili, gli oppressi, quelli che più facilmente diventano tuttora i capri espiatori, dicendogli di porgere sempre l’altra guancia, di lasciarsi sfruttare e anzi “se uno ti obbliga a fare un miglio, tu fanne due”. Non li hai aiutati, così, non ci hai aiutati, così, e anzi di questo si sono approffitati i più stronzi e guarda come siamo messi nel 2021… non potevi dire ai forti “guardate che schifo avete fatto, e che schifo fate, io sto coi miei simili, con le pietre scartate, con gli emarginati, i dropout, quelli che voi uccidevate e uccidete nel nome di una “unità” che è una piramide di sfruttamento, e di un “progresso” delle tecniche distribuito anch’esso a piramide che sta massacrando, tra l’altro, l’ecosistema – io sto con loro e insieme impareremo almeno a difenderci da voi prepotenti, e magari anche a contrattaccare”? Perché magari ora che sappiamo come siamo tendenzialmente, lo schifo cui riusciamo ad arrivare a causa della competitività e della vanità, magari poi riusciremmo non dico a vivere in pace assoluta, ma tanto meglio si, o almeno senza che la competizione arrivi agli ammazzamenti; ci sono tanti modi per sublimarla giocosamente, innocuamente, ce ne sono sempre di più; ci sono tante cose che si potrebbero fare meglio, più a misura d’uomo, per tutti, così che almeno la competizione non si innesti sulla necessità o sull’invidia per eccesso di diseguaglianza e almeno non diventi causa di rivalità così enormi da finire in ammazzamenti. Che poi magari era quello che già dicevi, che poi magari tutte quelle parti del nuovo testamento sul subire sempre sono aggiunte fatte dal potere. Ora non potremmo fare la pace tra gli oppressi, e chi non vuole più opprimere, e chi ci prova a non opprimere, e la guerra agli oppressori? C’è un mondo che, nel nome tuo e di quel che hai detto o di quel che ti han messo in bocca, ha perpetrato i peggiori massacri. La dinamica del capro espiatorio non è mai finita, sulle tue parole sulle donne ci son state le cacce alle streghe, tuttora le donne anche nei paesi “sviluppati” sono le più maltrattate; nel nome tuo e di quel che hai detto o ti han messo in bocca, poi ci son stati i più grandi genocidi della storia, quelli nelle americhe e in africa, il colonialismo, il capitalismo, una piramide sociale di altezza mai vista prima, la tecnologia ai ricchi sempre più ricchi e pochi, i poveri sempre più poveri e tanti, e il mondo intero nella desertificazione e nel caos climatico che trotta verso la guerra atomica tra le superpotenze di oggi. Non sarebbe il caso di fare la pace tra gli oppressi e la guerra agli oppressori, invece di continuare a subire dall’alto la competizione tra i ricchi e invece di continuare a competere in basso come se non ci fosse speranza alcuna per questo mondo?».



Fonte: Bu.noblogs.org