Dicembre 21, 2021
Da Il Manifesto
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Giornata istituzionalmente decisiva, quella di ieri, per la cultura della capitale. Da una parte è stata ratificata la nomina di Francesco Giambrone quale sovrintendente del teatro dell’Opera; nello stesso tempo al Teatro di Roma una conferenza stampa all’Argentina ha presentato pubblicamente i programmi prossimi del nuovo staff direttivo dell’ente: il commissario che dovrà operare la trasformazione del teatro da Associazione in Fondazione, e i responsabili artistici di Argentina e India Giorgio Barberio Corsetti e Francesca Corona, in carica fino ad aprile ’22 e destinati quindi a programmare l’ente fino a tutto l’anno prossimo (ma la seconda è comunque in partenza per Parigi, chiamata a dirigere la parte teatrale del Festival d’Automne).
Di Giambrone la notizia correva da tempo. Avrà il compito, non «in discesa», di sostituire Carlo Fuortes, da qualche mese chiamato a applicare le sue capacità di management culturale quale amministratore delegato della Rai. Ma la sfida per Giambrone potrebbe essere solo apparente: dopo un’esperienza al Maggio musicale fiorentino, da diversi anni era sovrintendente al Massimo di Palermo, e della stessa città era stato in precedenza assessore alla cultura, contribuendo in prima linea a quel fortunato decennio di «rinascita palermitana» da tutti riconosciuta. Ora dovrà affrontare i gusti spesso mutevoli del pubblico operistico romano, e le sempre intricate relazioni sindacali dentro il teatro. Un aspetto, almeno questo, che lo accomuna alla nuova reggenza appena instauratasi all’Argentina.

SIGNIFICATIVA e poco abituale l’apertura qui dell’incontro stampa: «Sono il commissario straordinario del Teatro di Roma, l’avvocato Gianluca Sole». Che dopo questa entrata a effetto, presenta la propria esperienza nell’aver lavorato al riordino delle Fondazioni musicali. Inevitabile pensare che anche il precedente direttore designato, Pinelli, aveva vantato la propria partecipazione a quella stessa operazione presso il ministero. Ma quando dopo sei mesi di contrasti il cda era riuscito a nominarlo, non accettò, in qualche modo «impaurito» dall’incarico.
Oggi l’aspetto meno rassicurante del «commissariamento» è l’essere stata questa l’invocazione dell’estrema destra capitolina, con paginate sul Tempo e gesti clamorosi del parlamentare FdI Mollicone, come una conferenza stampa nei giardini gattari davanti all’Argentina. E per fortuna Luca De Fusco ha trovato una direzione allo stabile di Catania, così altri smetteranno di pretendere la sua nomina a Roma…. Ora l’iniziativa commissariale è stata presa dalle giunte pd di comune e regione, e infatti era presente (forse alla sua prima uscita pubblica nel nuovo ruolo) il neoassessore capitolino alla cultura Miguel Gotor. Lui dovrebbe essere la garanzia anche politica dell’operazione, e si spera che sia in grado di esercitarla, riuscendo a penetrare in fretta gli strumenti necessari. E prescindendo, anche per gli assetti futuri, dalle formazioni cristallizzate del potere «di sinistra» nella capitale.

LA CONFERENZA stampa poi è stata corposa e dettagliata, con tutti i titoli e gli interpreti che andranno in scena all’Argentina e all’India da gennaio all’estate. Molti sono titoli già visti o almeno sentiti, perché una delle conseguenze della pandemia è stata la continuata chiusura, con brevi e illusorie riaperture, dei teatri. E il densissimo programma potrebbe incepparsi nuovamente causa covid (per non parlare della invenzione astrusa del «tampone dello spettatore», che si spera presto scongiurata). Intanto si riparte, e a primeggiare sono gruppi e iniziative romane (non solo quelle del teatro promotore). Ai vertici più alti del gradimento starà naturalmente Dimitri Papaioannu, con il suo ultimo lavoro. I suoi megaspettacoli hanno già girato in diverse città italiane, ma pochissimi ebbero voglia di conoscerlo quando proprio a Roma ritirò un prestigioso premio Europa, quattro anni fa, e si videro almeno proiettate le sue fantastiche creazioni, sul palcoscenico come sulle distese degli stadi (inaugurazione dei giochi olimpici ad Atene 2004, e l’ancor più mirabolante apertura di quelli paneuropei di Baku pochi anni dopo). A fine gennaio prenotarsi per la sua Transverse Orientation!
Per il resto il calendario è molto nutrito, in entrambi gli spazi dello stabile, e anche nelle sale legate al circuito (promettente e meritato l’incarico a Fabrizio Pallara del programma per gli spettatori più piccoli a villa Torlonia). Barberio Corsetti proporrà finalmente il suo Kafka delle Metamorfosi, in mezzo a moltissisime presenze, italiane e straniere. E Alessandro Serra prepara una molto attesa Tempesta shakespeariana.




Fonte: Ilmanifesto.it