Gennaio 5, 2022
Da Il Manifesto
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Già leader, negli anni ’80 e ’90, della formazione dark-esoteric dei Limbo, dagli anni 2000 Gianluca Becuzzi si reinventa come sperimentatore, dapprima con l’elettronica minimale di Kinetix, poi toccando, con una produzione impressionante, tutte le possibili declinazioni del suono grey area. Dalla musica per performance al dark ambient al massimalismo, all’elettroacustica, Becuzzi, da solo o interagendo con artisti di vaglia quali Simon Balestrazzi, Fabio Orsi. Luigi Turra e molti altri, rivela la propria personale concezione dell’opera d’arte. I suoi sono progetti quasi architettonici che si realizzano in musica, a volte meditati, a volte intuiti in corso d’opera, ma che non mettono mai in secondo piano la musicalità in sé delle sue realizzazioni. Ultimamente, abbandonata l’elettronica. se non per lavori vicini alla techno a nome Kinetix, Becuzzi, insieme al costruttore di strumenti e musicista Massimo Olla, ha intrapreso un percorso nella drone music chitarristica, sperimentando una sorta di neo-sciamanesimo, sia con la sua particolarissima voce che a livello strumentale, con lavori quali Voices e In Between.

NELLA SUA PROSPETTIVA, la creazione del suono è un atto di magia, perché evoca un plusreale rispetto a una realtà insopportabile, quella umana, e quindi una fuga da essa. Uscito per St.An.Da., Mana è un doppio cd strumentale (reperibile anche in download) che disegna paesaggi mutevoli: surreali, mistici ma anche ipnotici ed estatici, nell’evocare, tra sonorità al limite dell’impossibile, cosmi metafisici. È percepibile un’influenza dei primi Current 93, più che per il tipo di suono, per la costante sensazione d’imminenza. La musica è di un’ espressività totale, non ci sono limiti nell’opera, tra presenze-assenze di vocalità perdute-voci perdute e cumuli di suono che esplodono, per poi riavvilupparsi in un altro antro dell’universo.




Fonte: Ilmanifesto.it