Maggio 27, 2021
Da Round Robin
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da   malacoda.noblogs.org

Campagna di solidarietà in vista della corte d’appello del processo per la manifestazione antifascista del 17 settembre 2015 (Grecia)

Il 17 settembre 2015, due anni dopo l’assassinio dell’antifascista Pavlos Fissas per mano del fascista Roupakias, una manifestazione antifascista–antistatale–anticapitalista venne indetta in piazza Kaningos dall’Assemblea anarchica contro lo Stato, il capitale, i fascisti.

Come storicamente comprovato, il fascismo è il braccio destro dei padroni e degli Stati. I fascisti sono utili fantocci per l’espansione degli interessi capitalistici in termini militaristi, sempre sostenuti dalla narrazione della coscienza e della supremazia nazionale. Quando è stato necessario, questa narrazione è stata ideologicamente e materialmente adoperata al fine di ridefinire gli equilibri sociali e le condizioni di sfruttamento.

Questa manifestazione del 2015 ha inteso la connessione della prospettiva antifascista con i più ampi principi anarchici, anticapitalisti e antistatali, sostenendo che i fascisti di per sé stessi sono nulla e che la minaccia fascista non può essere annientata se non resistiamo in primo luogo al sistema capitalista e al potere statale che lo genera e lo alimenta. L’uccisione di Pavlos Fissas non è stata un incidente isolato. Era parte delle politiche statal-razziste che stavano già stigmatizzando e schiacciando migranti e rifugiati, lavoratrici del sesso sieropositive, movimenti e iniziative di resistenza, gruppi sociali marginalizzati che – nel corso dei molti anni della storia capitalista – sono stati gettati nella discarica della svalutazione e della degradazione. Quell’assassinio è stato parte della divisione di classe che – nel corso di secoli – ha normalizzato la disuguaglianza sociale, la povertà e la miseria.

I partecipanti alla manifestazione si scontrarono con le forze repressive mentre si muovevano da piazza Kaningos alla caserma della polizia ad Exarchia. Da quel punto, gli scontri si estesero a tutta la zona di Exarchia per alcune ore. Dalla parte dei manifestanti ci furono arresti e feriti gravi che si sono avuti dopo l’intervento repressivo delle forze di polizia all’epoca note come DELTA (la polizia in motocicletta). È da notare come questa manifestazione è stata l’ultima apparizione di questi specifici sgherri in uniforme per i successivi quattro anni (nel 2019 sono riapparsi sotto il governo di Néa Dimokratía). Questo perché l’infrangersi dei fasulli limiti umanitari – con la violenza sui corpi dei giovani, rompendo denti, procurando occhi neri, schiacciando i piedi con le moto, rompendo mani, fratturando ossa – ha destato scalpore. Ma tali pratiche non sono né inedite né invisibili. Lo Stato ha una continuità, così anche la brutalità e la “violenza legittima” esercitate dalle sue guardie armate.

I procedimenti giudiziari hanno incluso accuse per vari reati nei confronti di molte persone. Le udienze processuali non sono ancora terminate per tutti i perseguiti, poiché deve ancora avere luogo la corte d’appello nei confronti di alcuni compagni che all’epoca erano maggiorenni e che quindi vengono giudicati con la relativa imposizione legale, mentre altri compagni sono già stati processati. Le somme di denaro da raccogliere sono quasi insostenibili, e il periodo di lockdown a causa del Covid-19 ha reso ancora più difficile la raccolta di questi soldi.

Questa specifica campagna di solidarietà riguarda la raccolta di una somma relativamente piccola delle spese legali complessive necessarie per la corte d’appello, dato che la maggior parte è già stata racimolata. Le spese legali derivano dalle necessità avute dalla difesa degli accusati durante il processo.

LA SOLIDARIETÀ È LA NOSTRA ARMA
LOTTA CONTRO STATO – CAPITALE – FASCISTI

Un filmato della manifestazione e degli scontri: https://www.youtube.com/watch?v=kEXAjhK-Zzw




Fonte: Roundrobin.info