Dicembre 7, 2021
Da Radio Blackout
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Il 6 dicembre, anniversario dell’assassinio dell’anarchico quindicenne Alexis Grigoropulos, ucciso da un poliziotto con due palle nella schiena nel 2008, ci sono state numerose iniziative di lotta.
In mattinata un corteo studentesco ha aperto la giornata, nel tardo pomeriggio un corteo di migliaia di persone ha attraversato il centro di Atene.
Il corteo è partito alle 18 da Propilea scandendo slogan e andando verso il parlamento e, di lì, buona parte dei manifestanti, quelli di testa, si sono diretti ad Exarchia, dove alle 21 era stato fissato un appuntamento alla lapide nel luogo dove Alexis è stato ucciso.
Per impedire l’ingresso della polizia sono state date alle fiamme delle barricate e ci sono stati diversi scontri in più vie. Nella notte è scattata una caccia all’uomo da parte degli uomini della polizia. Ci sono stati 4 arresti e feriti. Ha suscitato scalpore la scopertta che la polizia greca utilizza lacrimogeni scaduti oltre vent’anni fa. Sui bossoli sparati ad Exarchia c’era la data di scadenza, il 1999. In un video si vede un gruppo di agenti motociclisti, la squadra Delta, che, per arrestare due compagni infrangono la vetrata di un palazzo.
Inziative ci sono state in varie città greche: a Salonicco alla fine del corteo ci sono stati scontri e lancio di molotov contro le forze dell’ordine.
Dopo il pesante inasprimento delle pene per chi utilizza bottiglie esplosive, questo pare essere un segnale che i reiterati tentativi di seminare la paura nei movimenti non stanno attecchendo.
Ne abbiamo parlato con Gabrio, un compagno che vive ad Atene
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Fonte: Radioblackout.org