Giugno 21, 2022
Da Radio Blackout
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I campi in Grecia sono decine, sparsi sulle isole dell’Egeo, nell’entroterra greco, a qualche decina di chilometri dai confini come dalle città; un arcipelago la cui funzione dichiarata è l’accoglienza e la cui reale funzione è il contenimento. Sono luoghi squallidi, isolati, quasi inaccessibili, governati da leggi speciali, amministrati dalle organizzazioni internazionali come Unhcr e Iom, sorvegliati dalla polizia. Soprattutto, sono spazi a cui le persone vengono legate tramite il ricatto delle procedure di asilo: “campi di confinamento” è quindi una formula meno generica e più esatta per definire tali strutture. La funzione di questi luoghi è quella di limitare la mobilità delle persone e ciò passa attraverso una contenzione fisica, ma anche temporale, attraverso la posticipazione indefinita della fine del loro viaggio verso l’Europa. Decine di migliaia di individui, famiglie e moltissimi minori sono intrappolati in questo arcipelago dell’attesa.

Negli ultimi mesi del 2021, e in particolare durante il mese di dicembre, un’ondata di proteste ha attraversato i campi di confinamento greci. Decine di campi hanno visto la popolazione mobilitarsi contro le condizioni di vita disumane e i maltrattamenti subiti, in alcuni casi rifiutando il cibo e allontanando gli operatori del ministero o delle organizzazioni umanitarie presenti nei campi.

In uno di questi, nel campo di Katsika, nella regione dell’Epiro e poco distante da Ioannina, alcuni esponenti delle comunità africane hanno costituito quella che hanno chiamato semplicemente “l’associazione”, un gruppo animato da richiedenti asilo determinati a prendere la parola e denunciare le condizioni di segregazione razziale che caratterizzano la vita nei campi.

Ne abbiamo parlato con Erasmo Sossich che si trova in Grecia ed ha scritto un articolo su Monitor
Ascolta la diretta:


Aggiornamento

Oggi manifestazione ad Atene davanti al campo profughi di Eleonas, un quartiere di Atene. Sotto un caldo torrido un centinaio di persone, donne, uomini, bambini manifestavano contro la minaccia di sgombero del campo. Un centinaio di richiedenti asilo hanno occupato la strada bloccando il traffico.
La manifestazione era supportata da gruppi antirazzisti locali e da solidali tra cui Keerfa e il collettivo antirazzista Solidarietà With Migrants. La motivazione della protesta è stata scatenata perché il governo Greco e la municipalità di Atene vogliono spostare i migranti in altri campi profughi su tutto il territorio greco, anche per sfruttare l’area in questione per speculazione edilizia. Gli abitanti del campo hanno giurato lotta dura contro gli abusi governativi e polizieschi e lanciato un appuntamento quotidiano alle 6 del mattino per prevenire tentativi di sgombero.




Fonte: Radioblackout.org