Gennaio 21, 2022
Da Inferno Urbano
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Ai nostri compagni di tutto il mondo che lottano per la nostra comune liberazione,

Noi, un’iniziativa di anarchici con sede ad Atene, Grecia, facciamo appello alla solidarietà internazionale con l’anarchico rivoluzionario imprigionato Dimitris Chatzivasileiadis, che attualmente sta scontando una condanna a 16 anni di carcere per la sua lotta rivoluzionaria armata in Grecia e il suo coinvolgimento nell’organizzazione di guerriglia urbana, Autodifesa Rivoluzionaria.

I fondi che raccogliamo con questa campagna copriranno direttamente le necessità del nostro compagno incarcerato, così come le spese per le continue azioni di solidarietà e l’organizzazione di eventi a lui dedicati. Il sostegno finanziario dei rivoluzionari incarcerati non è solo un atto di solidarietà con i combattenti che hanno dato tutto per la nostra liberazione e per la nostra autodifesa collettiva; è anche uno strumento cruciale per il rafforzamento della lotta rivoluzionaria internazionale verso la ricostruzione del nostro mondo basato sui principi di libertà: orizzontalismo, auto-organizzazione ed equa solidarietà.

Breve storia del caso e dell’organizzazione dell’Autodifesa Rivoluzionaria

Dimitris Chatzivasileiadis sta scontando attualmente una condanna a 16 anni di carcere in Grecia per la sua lotta rivoluzionaria e il suo coinvolgimento nel gruppo di guerriglia urbana, ora inattivo, Autodifesa Rivoluzionaria. Dimitris si è assunto pubblicamente la responsabilità di custodire l’armeria dell’Organizzazione allo scopo di continuare la lotta armata basata sull’eredità dell’Organizzazione stessa. Questa responsabilità fa parte della lotta armata per la resistenza all’aggressione statale-capitalista e per la costruzione di un movimento rivoluzionario.

Autodifesa Rivoluzionaria è stata un’organizzazione anarchica rivoluzionaria attiva dal 2014 al 2017. Durante i suoi anni, l’organizzazione si è resa responsabile di cinque attacchi armati: contro la sede del partito politico greco PASOK, l’ambasciata messicana ad Atene, l’ambasciata francese sempre ad Atene e due attacchi contro la polizia antisommossa greca (MAT) davanti agli uffici del PASOK nel quartiere di Exarcheia.

Dimitris Chatzivasileiadis si è dato alla clandestinità, nell’ottobre 2019 a seguito di un infortunio durante l’esproprio di un casinò gestito dallo stato ad Atene, in Grecia. Dopo aver vissuto come latitante per 18 mesi, è stato arrestato lunedì 9 agosto 2021 a Salonicco, in Grecia, in seguito all’esproprio di una banca a Pefka. Il processo di primo grado per il caso dell’espropriazione nell’ottobre 2019 e il caso dell’Autodifesa Rivoluzionaria ha avuto luogo nel marzo 2021. Lo stato ha condannato Dimitris, in contumacia a 16 anni per la partecipazione all’Organizzazione, così come il compagno Vagelis Stathopoulos per aver mostrato solidarietà a Dimitris, aiutandolo dopo il suo ferimento. Una terza persona è stata condannata a 10 anni per aver dato rifugio al compagno ferito e all’armeria che è stata trovata e attribuita all’Organizzazione. L’anarchico Stathopoulos è stato condannato a 19 anni, come vendetta per la sua incrollabile posizione di solidarietà, ma anche per la sua partecipazione al movimento anarchico, e la sua passata condanna per aver partecipato ad atti di guerriglia come membro dell’Organizzazione Lotta Rivoluzionaria.

Inoltre, lo stato ha processato e condannato l’organizzazione guerrigliera Autodifesa Rivoluzionaria in quanto considerata un gruppo “terrorista”, anche in contumacia. Il processo contro i due anarchici in secondo grado è stato fissato per il 9 febbraio 2022. La questione politica critica in questo processo è triplice, come il compagno Chatzivasileiadis ha espresso per iscritto dalla clandestinità in quel momento: La prima è la questione della liberazione dei compagni prigionieri dalle mani dello Stato e la difesa dei combattenti perseguitati dalla violenza della repressione, la seconda è la difesa della solidarietà pratica alla lotta armata, come è stato espresso fornendo aiuto e rifugio a un combattente ferito, e la terza è la questione politica della difesa della lotta rivoluzionaria stessa. In altre parole “quale eredità lascerà questo processo alla lotta rivoluzionaria? Le proposte rivoluzionarie ne usciranno più forti o si saranno indebolite? Il movimento ne uscirà più unito contro il terrorismo di stato o più diviso?” (dalla dichiarazione di Chatzivasileiadis sul processo).

Appello alla solidarietà internazionale!

C’è un bisogno immediato di movimenti rivoluzionari globali: Le forze distruttive del capitalismo stanno rovinando le basi della vita su questo pianeta, mentre i governanti marci di questo mondo si affidano ad un sempre più crescente autoritarismo per schiacciare le nostre aspirazioni di libertà. Dai comuni liberati del Chiapas alle montagne del Kurdistan; dalle strade in fiamme negli Stati Uniti alle barricate del Cile; rivolte e insurrezioni stanno scoppiando in tutto il mondo, riaffermando la forza storica della rivoluzione sociale.

La responsabilità di creare questa realtà, qui ed ora, ricade su chiunque cerchi la libertà dalla violenza e dalla miseria dell’esistenza nello Stato borghese; la solidarietà con i rivoluzionari incarcerati è sia una mossa difensiva che aggressiva nel nostro cammino verso la rivoluzione sociale.

Con la sua incarcerazione, il compagno Dimitris Chatzivasileiadis ci ha ricordato che la lotta rivoluzionaria non finisce nelle prigioni, l’espressione più nuda della violenza dello Stato; la prigione è una delle tante realtà repressive che dobbiamo superare collettivamente. Da parte sua, scrivendo dalla prigione, Chatzivasileiadis ha riaffermato il suo impegno rivoluzionario:

“Con l’insurrezione proletaria nel cuore, l’anarchia nella mente, il comunismo libertario nella pratica e l’auto-direzione socialista universale nel programma, confermo la mia presenza ovunque sia concepito un nuovo mondo libero”.

Pertanto,

Compagni, anarchici e tutti coloro che lottano, ovunque nel mondo,

Facciamo appello alla solidarietà internazionale con il rivoluzionario anarchico imprigionato Dimitris Chatzivasileiadis

Non lasciamo nessuno solo nelle mani dello Stato

Solidarietà con i rivoluzionari incarcerati

Finchè tutte le gabbie saranno svuotate

P.S. L’importo richiesto è intenzionalmente modesto, mentre la durata della campagna è lunga, perchè il bisogno di solidarietà è continuo.

P.S.S A chiunque, – gruppi, collettivi, organizzazioni, squat, assemblee, iniziative – sia interessato a sostenere questa campagna organizzando eventi di solidarietà (raccolte di fondi, bar, musica, discussioni, azioni di solidarietà, ecc.) vi invitiamo a contattarci all’indirizzo RevoltIntCampaign@riseup.net per rafforzare la reciproca solidarietà internazionale tra di noi.

Fonte: www.firefund.net

Traduzione: infernourbano




Fonte: Infernourbano.noblogs.org